La ripresa è vicina per l’economia svizzera
La crisi dovrebbe aver raggiunto il suo apice e l'economia dovrebbe presto ripartire. Ne è convinto Aymo Brunetti, capo economista della Segreteria di Stato dell'economia.
In un’intervista pubblicata domenica dal settimanale Sonntag, Brunetti afferma che una nuova degradazione brutale è “poco verosimile”. “Parto dal principio che abbiamo toccato il fondo”, sottolinea.
Tuttavia, ci sono ancora degli ostacoli da sormontare: le imprese devono ricostituire i loro stock, gli effetti del secondo pacchetto congiunturale cominceranno a smorzarsi a partire dalla fine dell’anno e le famiglie non potranno a breve contare su un budget più elevato.
Anche il presidente di Swissmem, l’associazione mantello dell’industria metalmeccanica ed elettrotecnica, si dice fiducioso, anche se il settore continua a subire gli effetti della crisi. “Si vede finalmente la fine”, afferma.
Sul fronte dell’impiego le notizie sono invece meno rassicuranti, poiché le difficoltà non fanno che iniziare. La disoccupazione (3,7% a fine luglio) dovrebbe crescere fortemente quest’autunno e in inverno, dichiara Brunetti. Il livello più alto (attorno al 5,5%) dovrebbe essere raggiunto durante l’inverno 2010/2011.
Schneider-Ammann, dal canto suo, si augura che la crisi non costi “più di 25’000 impieghi, ovvero la metà di quelli creati nel settore tra il 2004 e il 2007”.
Nel settore alberghiero si teme invece la perdita di un impiego su 10. Secondo Guglielmo Brentel, presidente di Hotelleriesuisse, intervistato dalla SonntagsZeitung, a breve termine sono infatti a rischio 10’000 posti su 100’000.
swissinfo.ch e agenzie
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