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Le grandi banche in piena tempesta borsistica

Le borse stanno vivendo un periodo a tinte fosche.

(Keystone)

In Europa, le principali banche svizzere figurano tra quelle che hanno sofferto maggiormente a causa della crisi attualmente in corso.

L'ulteriore svalutazione registrata giovedì coincide con l'analisi del presidente della Commissione federale delle banche, Daniel Zuberbühler, che ha sottolineato come la crisi legata ai «subprime» potrebbe estendersi ad altre forme di credito.

Il prezzo dell'azione di UBS, il maggior gestore di patrimoni a livello mondiale, è addirittura temporaneamente calato di oltre il 9%, in un clima caratterizzato dalla paura per il fatto che la principale banca svizzera potrebbe essere confrontata alla flessione più importante dell'ultimo decennio.

L'UBS aveva già annunciato svalutazioni per il terzo e quarto trimestre rispettivamente di circa 4 miliardi e di 10 miliardi di dollari, a cui si sono aggiunti altri 4 miliardi. Il Credit Suisse, la seconda banca elvetica, aveva indicato per il terzo trimestre 2007 ammortamenti di 2,2 miliardi di franchi (circa 2 miliardi di dollari).

La crisi di espande

«Attualmente, i rischi non sono più limitati al settore dei crediti "subprime". Gli effetti della crisi si stanno infatti propagando alle carte di credito, al commercio, al piccolo credito e ai crediti commerciali», ha affermato – nel quadro di un'intervista pubblicata dal quotidiano Blick – Daniel Zuberbühler, presidente della Commissione federale delle banche.

Quest'organo vigila su banche, fondi di investimento, borse nonché sulla pubblicità di partecipazioni, sulle offerte pubbliche d'acquisto e l'emissione di titoli ipotecari.

Quale futuro?

«Le persone si interrogano in merito a quali saranno i prossimi ambiti coinvolti nella crisi: un peggioramento della situazione non può essere escluso», ha affermato Zuberbühler.

Tra i grandi istituti europei, UBS è quello che ha maggiormente sofferto a causa dei problemi legati ai crediti ipotecari a bassa copertura. La banca è infatti in procinto di ricevere un'iniezione di capitale pari a 13 miliardi di franchi, proveniente da Singapore. La crisi ha posto in una posizione difficile il presidente del consiglio d'amministrazione Marcel Ospel, sul quale sono piovute numerose critiche.

L'assemblea annuale degli azionisti di UBS è prevista per il mese di aprile.

I bonus restano

Nel quadro dell'intervista, Daniel Zuberbühler è stato interrogato in merito all'opportunità di continuare a distribuire bonus importanti, come avviene presso UBS nonostante il difficile contesto.

«Va tenuto presente che le importanti perdite sono legate a un singolo settore della banca, mentre quasi tutte le altre divisioni hanno ottenuto risultati molto buoni», ha sottolinea Zuberbühler.

A suo dire, «molti banchieri d'investimento hanno una mentalità in base alla quale il successo personale è più importante del risultato globale dell'azienda. Di conseguenza, essi esigono il proprio bonus. Se questo fosse loro rifiutato, molti collaboratori di successo lascerebbero la banca, indebolendo così anche quei reparti che funzionano bene».

swissinfo e agenzie

Le piccole banche sorridono

Mentre i grandi istituti bancari elvetici attivi a livello internazionale sono confrontati a seri problemi, le piccole banche che operano principalmente nella Confederazione sono in forma smagliante.

La Banca Coop ha annunciato risultati record per quanto concerne il 2007: l'utile netto è aumentato del 19,4% a 81,5 milioni di franchi. Ottima annata anche per la Banca cantonale di Friburgo, che per il quattordicesimo anno consecutivo registra risultati positivi: l'utile netto è cresciuto del 10,8% a 82,7 milioni.

Dal canto suo, la Banca cantonale giurassiana ha comunicato un utile netto record pari a 7,5 milioni (+13,6% rispetto al 2006).

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(swissinfo.ch)


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