Pressioni OCSE alla vigilia del G20
Il G20 deve dare un chiaro segnale contro i paradisi fiscali. È questo l'auspicio del segretario generale dell'OCSE Angel Gurria, a poco meno di 24 ore dall'inizio del vertice a Londra tra i 20 paesi economicamente rilevanti.
«Le buone intenzioni sono una cosa, la messa in pratica un’altra. Per questo i capi di Stato e di Governo riuniti a Londra non possono ancora festeggiare il loro trionfo sui paradisi fiscali», ha ammonito Angel Gurria.
«Certo, i partecipanti al vertice devono riconoscere i progressi fatti da alcuni paesi, ma devono soprattutto cogliere l’occasione per lanciare un segnale forte a coloro che si oppongono ad ogni cambiamento», ha detto il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
«Non sono soltanto i paesi ricchi che pagano le conseguenze di queste prassi fiscali», ha poi ricordato Gurria. «Ogni anno i paesi in via di sviluppo perdono miliardi di dollari a causa delle fughe di capitali e delle delocalizzazioni delle imprese».
Il vertice del G20, in programma il 2 aprile a Londra, è sicuramente il più atteso degli ultimi decenni. I partecipanti sono infatti chiamati a trovare una ricetta „miracolosa” per uscire dal tunnel della recessione e per ridisegnare l’architettura del sistema finanziario internazionale, anche attraverso un attacco mirato ai cosiddetti paradisi fiscali.
swissinfo e agenzie
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