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Utile record di 11 miliardi per Roche

Come l'utile del gruppo, anche la remunerazione del patron di Roche, Franz Humer, è lievitata

(Keystone)

Nel 2007 il gruppo elvetico attivo nella produzione di prodotti farmaceutici e diagnostici ha registrato nuovamente un utile record. Per la prima volta fa meglio della grande rivale Novartis.

L'utile netto è cresciuto di oltre un quarto a 11,4 miliardi di franchi, mentre il fatturato si attesta a 46,1 miliardi di franchi, malgrado una regressione nelle vendite dell'antivirale Tamiflu.

L'utile operativo si è dal canto suo attestato a 14,5 miliardi di franchi, in crescita del 22%, ha fatto sapere mercoledì il gruppo basilese.

Le vendite del settore pharma, il più importante del gruppo, sono salite dell'11%, passando a 36,8 miliardi di franchi. L'utile operativo di questa divisione è cresciuto del 22% a 13 miliardi di franchi. "Questa crescita è ancora una volta nettamente superiore a quella del mercato mondiale", si legge nella nota. I farmaci con le maggiori vendite sono i tre preparati contro il cancro Mabthera, Herceptin e Avastin, il cui fatturato è salito rispettivamente del 15, 23 e 41%.

Il volume d'affari dei prodotti diagnostici ha invece raggiunto i 9,3 miliardi di franchi, segnando un aumento del 6%. L'utile operativo del settore è salito a 1,6 miliardi di franchi (+14%). Le spese sostenute per la ricerca e lo sviluppo sono salite del 18% a 7,6 miliardi di franchi.

Per il 2008, Roche prevede una crescita del fatturato di oltre il 9%, superiore quindi a quella di mercato nelle sue due divisione. Il gruppo non nasconde il suo ottimismo anche per il 2009 e il 2010, per i quali si aspetta una crescita altrettanto sostenuta.

Significativo aumento del dividendo

La società proporrà all'assemblea generale degli azionisti un aumento del dividendo del 35% a 4,60 franchi per azione. Si tratta del 21esimo rialzo consecutivo, fa sapere Roche.

In una prima reazione analisti hanno indicato all'AWP che sia il fatturato che l'utile operativo corrispondono alle attese. La bella sorpresa è l'utile netto, mentre sono un po' più deboli l'evoluzione del mix di prodotti e le previsioni.

"Le cifre sono globalmente molto positive", sostiene Karlheinz Koch, analista presso la banca Vontobel. "Ciò dovrebbe provocare una reazione positiva dei mercati".

La banca Wegelin parla dal canto suo di "cifre brillanti, come al solito" e sottolinea che la sola nuvola all'orizzonte è costituita dalla vendita del medicinale Tamiflu. Il fatturato dell'antivirale - potenzialmente attivo contro il virus H5N1 dell'influenza aviaria – ha infatti registrato nel 2007 una regressione. L'istituto san gallese ricorda inoltre che Roche sarà confrontata, nei prossimi due-tre anni, a delle scadenze di brevetti.

swissinfo e agenzie

Record di salario per il patron

Anche il patron e presidente del consiglio di amministrazione di Roche, Franz Humer, beneficerà ampiamente degli ottimi risultati registrati dal gruppo farmaceutico basilese.

Per la prima volta, la sua remunerazione supera i 20 milioni di franchi. Fra i dirigenti d'impresa più pagati in Svizzera, guadagnerà quindi di più del numero uno di Novartis, Daniel Vasella (17 milioni).

Lo scorso mese di novembre,la fondazione Ethos aveva valutato, al prezzo di mercato, le remunerazioni dei top manager elvetici. Nella classifica, Franz Humer figurava dietro a Daniel Vasella, al presidente dell'UBS Marcel Ospel e al presidente della direzione e del CdA di Nestlé Peter Brabeck.

Franz Humer lascerà la direzione di Roche il 4 marzo prossimo. Al suo posto subentrerà Severin Schwan.

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Niente più fusione in vista

Nel 2001, Novartis aveva sorpreso gli analisti accaparrandosi per quasi 5 miliardi di franchi il 20% del capitale-azioni di Roche.

Novartis lo definiva "un investimento finanziario con orientamento strategico".

Le speculazioni su una possibile fusione fra i due gruppi si sprecavano. Novartis parlava di "interessi comuni" e di rafforzamento dell'industria farmaceutica svizzera sul mercato mondiale.

Roche ha però sempre smentito le voci di fusione. Da qualche tempo anche i media hanno smesso di parlarne.

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