400 milioni nelle energie rinnovabili al posto di tasse sul CO2
«L'Europa punta all'energia solare, e noi?» Con questa domanda Swissolar, la comunità di lavoro per l'energia solare, suona il campanello d'allarme. Il consigliere nazionale radicale democratico vodese e presidente di Swissolar Yves Christen chiede al Consiglio federale un credito di 100 milioni di franchi all'anno per i prossimi quattro anni, «una soluzione più vantaggiosa per l'economia nazionale e i consumatori che una tassa sul CO2», ha detto il vodese alla stampa riunita lunedì a Berna.
L’energia solare sta vivendo un boom nel mondo intero. Il direttore dell’Associazione tedesca degli specialisti dell’energia solare Gerhard Stryi-Hipp, ha illustrato come nel 2000 la fabbricazione mondiale di collettori solari sia aumentata del 40 percento. «Solo in Germania nel 2000 il numero di istallazioni termiche è aumentato del 50 percento, generando un fatturato per la prima volta superiore al miliardo di marchi», ha detto .
Germania nell’era del solare
Questo sviluppo positivo si spiega con l’intensificazione della politica promozionale del governo rosso-verde, l’aumento dell’interesse della popolazione per una tecnologia ecologica e l’impegno sempre più grande delle industrie del riscaldamento. In Germania il governo si è fissato come obiettivo di entrare nell’era del solare, e lo fa a suon di sussidi. Nel 2001 questi aiuti ammontano a 300 milioni di marchi (240 milioni di franchi).
In Giappone entro dieci anni 1,3 milioni di economie domestiche produrrano elettricità solare grazie ad un programma di promozione nazionale. Spagna e altri Stati europei prevedono misure simili. Lo studio del mercato dell’energia solare in Svizzera per il 2000 mostra invece un quadro meno roseo: dopo essere percipitate nel 1999, le vendite per il riscaldamento solare sono riprese lo scorso anno a un livello che però rimane basso.
Il mercato non basta a sostenere le energie rinnovabili
Secondo il presidente dell’Associazione svizzera degli specialisti dell’energia solare Markus Heimlicher, con questo tasso di crescita presto «non saremo più tra i Paesi all’avanguardia in questo campo». Inoltre l’obiettivo fissato da Energia 2000 di istallare 1,5 milioni di metri quadrati di collettori solari supplementari non è stato raggiunto, poiché ne sono stati messi in funzione solo la metà, ricorda Heimlicher.
La nuova Legge sull’energia delega ai cantoni tutte le competenze in materia di sussidi. Quindi, visto che i cantoni che investono nel fotovoltaico sono pochi, questa crescita non continuerà nel 2001, conclude il presidente della Sofas. «Motivo per cui il mercato da solo non potrà sostenere le energie rinnovabili. È quindi necessario appoggiare la mozione di Christen».
«Siamo ad un crocevia nel cammino della nostra politica energetica e se vogliamo restare tra i leader mondiali in materia di tecnologia solare e realizzare gli obiettivi della politica ambientale o energetica i 55 milioni di franchi messi a disposizione da «SvizzeraEnergia» ogni anno non sono sufficienti», ha aggiunto il consigliere nazionale giustificando la sua mozione, firmata anche da altri 51 parlamentari.
100 milioni per rafforzare la promozione
Con la mozione del radicale, che probabilmente sarà trattata il 21 giugno dal Nazionale, si vuole in particolare rafforzare la promozione dell’impiego nazionale dell’energia, migliorare l’informazione e sostenere direttamente progetti di ricerca o di applicazione nel settore delle energie rinnovabili (riscaldamento a legna, energia solare, termopompa e vento). «Solo un programma promozionale di questo tipo permetterebbe alla Svizzera di non lasciarsi distanziare dagli altri Paesi nello sviluppo di queste tecnologie», ha concluso il politico.
La comunità di interessi «Swissolar» è nata il 12 agosto 1994 a Zurigo allo scopo di accelerare lo sviluppo e le applicazioni dell’energia solare. La sua ultima assemblea generale si è svolta a Lugano l’8 marzo scorso, per incoraggiare maggiormente l’impiego dell’energia solare al sud delle Alpi.
swissinfo e agenzie
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