Accordo tra Svizzera e Cina sull’adesione di Pechino all’OMC
Dopo 14 anni di negoziati, la Cina potrà essere ammessa nel 2001 all'Organizzazione mondiale del commercio. La Svizzera ha ottenuto agevolazioni doganali per i propri orologi e l'accesso al mercato finanziario cinese.
Per la Svizzera ha firmato Pascal Couchepin e per la Cina il ministro per il commercio Shi Guangsheng.
Tre erano gli ostacoli che si frapponevano al raggiungimento di un accordo: la possibilità per le compagnie assicurative elvetiche di poter accedere al mercato cinese, nonché la riduzione dei dazi all’importazione sugli orologi.La Confederazione si è anche battuta per l’apertura del mercato per il controllo di qualità dei prodotti.
Nel settore delle assicurazioni, una compagnia elvetica beneficerà di una licenza nel settore «non-vita» prima dell’adesione della Cina al WTO. Il suo nome non figura nel testo dell’accordo, ma il Gruppo Zürich aveva chiesto una tale autorizzazione.
Le richieste di licenza presentate da compagnie svizzere nel settore «vita» e «riassicurazione» saranno concesse poco dopo l’ingresso della Cina nel WTO, prevista in linea di principio per l’anno prossimo. Le due compagnie interessate sono la Rentenanstalt/Swiss Life e la Swiss Re.
Per l’orologeria, l’accordo prevede di far scendere i dazi dal 25 per cento al 12 per cento. «È un buon compromesso», ha dichiarato Pascal Couchepin alla stampa riunita alla sede del WTO di Ginevra. Per quanto riguarda il turismo, i due Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione di intenti, ha precisato Couchepin. Questa prevede di esaminare i mezzi per migliorare il reciproco accesso al mercato.
Nel settore dell’ispezione, questione sollevata dalla Société Générale de Surveillance (SGS), un accordo è rinviato a discussioni ulterioni che devono aver luogo entro la fine dell’anno. Progressi in questo campo sono legati a cambiamenti nella politica interna del Paese asiatico, ha indicato un negoziatore svizzero. L’ispezione delle navi è attualmente monopolio di agenti cinesi.
L’integrazione della Cina nel WTO aprirà ai Paesi membri dell’organizzazione prospettive interessanti. La Cina è la settima economia mondiale – espressa in PIL – e in futuro il Paese potrebbe diventare il più importante mercato del pianeta formato da quasi un miliardo di consumatori.
Negli ultimi anni il commercio bilaterale tra i due Paesi è in netta ascesa. Dal 1995 al 1999, gli scambi sono quasi raddoppiati, passando da 1,9 miliardi di franchi nel 1995 a 2,8 nel 1999. L’anno scorso le esportazioni verso Pechino sono aumentate del 22 per cento rispetto al 1998 attestandosi a 990 milioni di franchi. Solo nei primi sei mesi dell’anno, l’incremento rispetto all’anno scorso è stato del 43,7 per cento, per un valore di merci esportate pari a 644 milioni. Le importazioni dalla Cina superano di poco il miliardo ( 33,6 per cento).
Le principali merci inviate in Cina sono macchine utensili (63 per cento), prodotti chimici (13 per cento) e farmaceutici (5,2 per cento). Dalla Cina riceviamo tessili e vestiti (30,3 per cento), macchine (16 per cento) e prodotti chimici (9,8 per cento). Altro dato che testimonia dell’importanza di questo mercato: gli investimenti diretti, stimati a 4 miliardi. Nel Paese lavorano 550 società elvetiche, di cui 300 joint-venture.
Dopo il Messico, la Svizzera era rimasto l’ultimo Paese a non aver trovato un accordo con la Cina. Con la firma di martedì pomeriggio, da parte del ministro del consigliere federale Couchepin e del vice ministro per il commercio cinese, Long Yongtu, sono quindi 36 i Paesi – tra cui Unione Europea e Stati Uniti – che hanno raggiunto un’intesa con Pechino.
Le intese bilaterali verranno riunite nell’accordo finale, di cui dovranno beneficiare tutti i 138 Stati membri di questa organizzazione, compresi quindi anche quei Paesi che non hanno aperto negoziati con la Cina. I negoziati sull’adesione della Cina al WTO proseguono a Ginevra sul piano multilaterale. La fase attuale, avviata il 13 settembre con il vice ministro per il commercio Long Yongtu, terminerà giovedì. Il gruppo di lavoro è presieduto dall’ambasciatore svizzero Pierre-Louis Girard.
Un rapido epilogo dei negoziati era stato auspicato dal presidente della Confederazione, Adolf Ogi, nel recente viaggio in Cina a metà settembre. Allora aveva indicato come data la fine del mese.
swissinfo e agenzie
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