Al via la nuova piattaforma paneuropea virt-x
Il 25 giugno inizia una nuova era per la Borsa svizzera (SWX): d'ora in poi tutti i titoli che formano l'indice SMI saranno negoziati esclusivamente a Londra, su virt-x, la prima borsa elettronica europea. In Svizzera saranno trattati solo i titoli di società medie e piccole nonché gli strumenti derivati che non sono presenti sulla piattaforma Eurex.
I 29 valori guida dell’indice SMI rappresentano il 70 % circa del volume delle contrattazioni della Borsa svizzera. Virt-x, che è stata fondata dalla piazza elvetica assieme alla britannica Tradepoint, è una risposta della Borsa svizzera alle diverse fusioni sulle piazze finanziarie mondiali.
Virt-x (che sta per Virtual Exchange) mira a diventare una delle più importanti piattaforme di compravendita di «blue chip» europee. La borsa elettronica londinese si è data per obiettivo di trattare 600 valori guida del Vecchio continente. Malgrado tariffe interessanti e una tecnologia di punta, virt-x dovrà battersi contro una concorrenza agguerrita. I 29 blue chip svizzeri saranno negoziati esclusivamente sulla piattaforma virtuale londinese, ma gli altri valori guida europei saranno quotati solo in via secondaria, in concorrenza con le rispettive borse nazionali.
«Virt-x potrebbe anche non decollare», ha avvertito Walter Baumann, del Credit Suisse First Boston (CSFB) a Zurigo. Potrebbe ad esempio succedere che i previsti 110 partecipanti attendano di conoscere il volume dei titoli esteri negoziabili prima di lanciare ordini, ha osservato Baumann.
Per sopravvivere, virt-x dovrà raggiungere un volume di scambi rilevante. Solo le grandi banche potranno dare gli impulsi necessari, secondo Jean-Claude Ribi, capo della divisione commercio internazionale presso la banca privata Pictet & Cie.
Prima di entrare nel commercio della nuova piattaforma, la Pictet attenderà di conoscere i volumi di virt-x. Lo stesso vale per la Banca cantonale di Vaud (BCV), ha indicato Pierre Grandjean, membro della direzione generale. Leo Hug, portavoce della Borsa svizzera è però ottimista: «Le grandi banche hanno assicurato che si impegneranno in virt-x. I volumi necessari saranno raggiunti entro pochi mesi».
La questione dei volumi di scambio sembra essere cruciale. Proprio su tale scoglio si erano infranti i sogni di Tradepoint di imporsi quale piattaforma europea. E ciò, malgrado il progetto fosse sostenuto da giganti quali CSFB, UBS Warburg Dillon Read, Merrill Lynch, JP Morgan, Morgan Stanley e ABN Amro. Tali istituti appoggiano oggi virt-x.
Per Walter Baumann, del CSFB, il fallimento del progetto di Tradepoint non rappresenta un cattivo presagio per il futuro di virt-x e quindi della Borsa svizzera. Per SWX, virt-x rappresenta la porta sull’Unione europea. Senza tale piattaforma non potrebbe proporre liberamente i propri servizi sul territorio comunitario.
Virt-x permette anche un’internazionalizzazione della piattaforma elettronica EBS della Borsa svizzera. Nonostante la sede sulle rive del Tamigi, il mercato sarà gestito a Zurigo con le infrastrutture della SWX.
Secondo esperti, le prestazioni del sistema EBS, elaborato dalla Borsa svizzera, sono più avanzate rispetto alla concorrenza. EBS è in grado di svolgere automaticamente tutte le tappe di una transazione, dall’offerta al pagamento finale. «I costi di transazione sono molto contenuti. Virt-x dispone di un’offerta a buon prezzo», ha osservato Ribi della Banca Pictet.
Inoltre, virt-x non necessita di intermediari per il commercio di azioni su piazze estere. «Se il volume degli scambi sarà sufficientemente consistente, ci presenteremo a virt-x, anche solo per evitare gli intermediari», ha detto Granjean della BCV. Leo Hug ha rilevato dal canto suo che il rischio assunto da SWX è relativamente piccolo. La piattaforma e il know how rimangono in mani svizzere. Inoltre, virt-x contribuirà al finanziamento dello sviluppo del sistema EBS. Tale circostanza ha permesso a SWX di creare un centinaio di impieghi, portando così gli effetivi a 450.
Tale contributo e la partecipazione all’utile di virt-x permetterà alla Borsa svizzera di compensare a medio termine le perdite derivanti dal trasferimento dei blue chip, ha indicato Baumann. Inoltre, in caso di insuccesso, SWX ha la possibilità di uscire dalla cooperazione.
Con una quota del 6 % al commercio europeo di blue chip, la Borsa svizzera era costretta ad agire, altrimenti rischiava la marginalizzazione. Senza virt-x presto o tardi i valori guida sarebbero emigrati a Francoforte o Londra, ha detto Urs Ackermann, portavoce della Banca cantonale di Zurigo.
Secondo Michel Dubois, professore all’Università di Neuchâtel, a media scadenza in Europa ci saranno soltanto due grandi borse. Le quattro principali piazze del continente – Londra, EuroNext (Parigi, Amsterdam, Bruxelles), Francoforte e SWX – si battono per imporsi. Le altre borse dovranno specializzarsi, ad esempio offrendo titoli di piccole e medie imprese.
swissinfo e agenzie
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