Assolta dal tribunale amministrativo bernese la «mucca karateka»
La simpatica mucca potrà continuare a reclamizzare gli effetti benefici del latte nella prevenzione dell'osteoporosi. Il tribunale ha infatti annullato il divieto di pubblicizzare la bevanda, imposto lo scorso anno dal chimico cantonale.
Nodo della controversia non era la mucca in quanto tale, ma il messaggio scritto a piccole lettere sul cartellone pubblicitario, secondo cui il prodotto sarebbe efficace nella prevenzione dell’osteoporosi.
Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il latte non può essere pubblicizzato quale rimedio contro la malattia. La legge sulle derrate alimentari non permette infatti di reclamizzare un alimento di base quale sostanza terapeutica. Il dipartimento bernese della sanità pubblica, dinanzi al tribunale amministrativo, ha asserito che l’utilizzazione delle parole «osteoporosi» e «malattia» crea la falsa impressione che il consumo di latte eserciti un effetto preventivo.
Dato che la prova dell’effetto benefico del latte, richiesta dalla legge, non è mai stata apportata, la pubblicità viola inoltre il «divieto d’inganno», ha sottolineato il dipartimento bernese della sanità. I consumatori devono poter fare affidamento sul fatto che una bevanda così tanto reclamizzata sia dapprima sottoposta ad analisi e a procedura di autorizzazione.
Contro il divieto emesso dal chimico cantonale, la Federazione dei produttori svizzeri di latte (FPSL) ha inoltrato un ricorso amministrativo, accettato con tre voti contro due dal tribunale cantonale. Il latte è un alimento e tale viene considerato anche dai consumatori: in questo caso non si può quindi parlare di inganno, hanno sentenziato i giudici.
Rimarrebbe da esaminare se la tesi, secondo cui il latte aiuta nei casi di osteoporosi, sia o no reale. Visto il suo alto contenuto di calcio, sostanza utile per le ossa, il latte è consigliato dagli ambienti medici quale profilassi contro l’osteoporosi, hanno spiegato i giudici.
swissinfo e agenzie
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