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Aumenta l’inflazione sotto la pressione dei prezzi dei prodotti petroliferi

Il tasso di inflazione su base annua ha raggiunto nel mese di settembre il 2,3 per cento, contro l'1,3 in agosto e l'1,2 nel settembre 99. È il rincaro annuo più elevato dal dicembre 1993, quando l'inflazione si era attestata al 2,5 per cento.

L’indice dei prezzi al consumo, stabilito dall’Ufficio federale di statistica su nuove basi dal mese giugno, è progredito dell’1,2 per cento tra agosto e settembre, raggiungendo 101,5 punti (maggio 2000 = 100). Senza l’influsso dell’olio da riscaldamento e della benzina, avrebbe avuto valori più moderati, con un aumento dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente, mentre il rincaro annuo ammonterebbe allo 0,3 per cento.

Rispetto ad agosto, l’indice dei prezzi del petrolio ha subito un’impennata del 19,1 per cento. Era dal periodo della Guerra del Golfo ( 13,1 per cento nell’agosto 1990) che esso non registrava più una crescita mensile a due cifre.

Lo scorso mese, sono stati i prezzi dell’olio da riscaldamento ( 30,4 per cento) ad aver maggiormente contribuito al balzo del rincaro. Anche i prezzi del carburante hanno registrato un aumento notevole ( 5,0 per cento). Sull’arco di un anno, i prezzi dei prodotti petroliferi sono cresciuti complessivamente del 44,4 per cento: i prezzi dell’olio da riscaldamento dell’85 per cento e quelli del carburante del 14,4 per cento.

Più in particolare, nel mese in rassegna, l’indice del gruppo affitti ed energia è aumentato del 4,0 per cento, a causa del rialzo dei prezzi dell’olio da riscaldamento. Rispetto alla rilevazione precedente, sono aumentati anche gli indici dei trasporti ( 1,5 per cento), in seguito al rincaro della benzina, dell’insegnamento ( 0,8 per cento) e delle bevande alcoliche e tabacco ( 0,3 per cento).

Sono invece scesi gli indici dei gruppi prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,3 per cento), degli apparecchi per uso domestico (-0,3 per cento), delle comunicazioni (-0,2 per cento) e del tempo libero e cultura (- 0,1 per cento). I prezzi dei quattro gruppi rimanenti non sono stati rilevati nel mese in rassegna. I cali dei prezzi dell’olio da riscaldamento e dei carburanti verificatisi dopo il primo settembre non sono ancora stati considerati.

Il livello dei prezzi dei beni indigeni è rimasto stabile, mentre quello dei beni importati è aumentato del 4,3 per cento, principalmente a causa del caro-petrolio. Da un anno all’altro, i beni indigeni hanno registrato un rincaro medio dello 0,5 per cento, i prodotti importati una progressione del 7,1 per cento.

Nel 1999, l’inflazione annua media aveva raggiunto lo 0,8 per cento, di cui 0,1 punti percentuali provenivano dall’aumento dei prodotti petroliferi ( 5,7 per cento in media). Nel 2000, l’influenza di questi beni dovrebbe essere decisamente maggiore.

L’UST rammenta che con la revisione dell’indice, la quota dei prodotti petroliferi nel budget medio delle economie domestiche è passata dal 3,0 al 6,3 per cento. Anche se i prezzi dei prodotti petroliferi presentano un calo a fine settembre, più della metà del tasso medio d’inflazione dell’1,8 per cento previsto per il 2000 potrebbe derivare proprio dal rincaro del petrolio.

swissinfo e agenzie

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