Berlino: Merz combatte per il segreto bancario
In visita ufficiale a Berlino, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz ha ribadito le posizioni e le concessioni elvetiche all'Unione europea per concludere i nuovi accordi bilaterali.
Centrale nel suo incontro con l’omologo tedesco Hans Eichel, la difesa del segreto bancario.
Si tratta della prima uscita all’estero per il nuovo ministro delle finanze elvetico Hans-Rudolf Merz. A cento giorni dall’entrata in funzione, il consigliere federale si è recato in visita a Berlino.
Si tratta di una missione complessa, in cui il consigliere federale deve sondare il terreno e ritrovare la fiducia verso il primo partner commerciale del paese. La Germania è inoltre uno fra i pesi grossi dell’Europa politica.
La Svizzera si trova a pochi passi dalla conclusione di un secondo pacchetto di accordi bilaterali con l’Unione europea, ma alcuni problemi rimangono aperti.
Mercoledì scorso, in una seduta straordinaria, il Consiglio federale ha discusso a fondo la politica europea del paese, riaffermando la volontà di una conclusione prossima della seconda tornata di accordi bilaterali con l’Unione europea.
Adesso è necessario affinare i dettagli e coordinare le strategie per concludere le trattative. La visita a Berlino ha dunque un valore particolare. Il prossimo 23 aprile, anche il ministro degli esteri svizzero Joseph Deiss si recherà nella capitale tedesca per ulteriori chiarimenti bilaterali.
Spezzare una lancia per il segreto bancario
Durante l’incontro di venerdì, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha ribadito la posizione della Svizzera sul segreto bancario. «Un suo abbandono è escluso», ha detto il ministro delle finanze al termine di un incontro con il suo omologo tedesco Hans Eichel.
Il segreto bancario, ha riassunto Merz le concessioni elvetiche, è accompagnato da norme per la lotta contro la frode fiscale. Eichel ha dal canto suo assicurato, rivolgendosi alla stampa in una conferenza stampa, che l’Unione europea nutre dei dubbi verso la protezione dei clienti delle banche elvetiche, solamente in relazione al riciclaggio di denaro sporco e all’evasione fiscale.
La tassazione sui risparmi è stato confermato come argomento a favore della Svizzera, anche se non convince tutti. La Confederazione rimane disposta a stornare gli incassi dei depositi europei ai rispettivi paesi.
Gli altri temi scottanti
Riguardo alla controversia sui dazi doganali sulle riesporazioni, previsti da Bruxelles, la Germania ha detto di «capire» la posizione della Svizzera, ha indicato il consulente personale di Merz, Alexandre Schmidt. Berlino ha promesso di sostenere Berna, affinché tali dazi non vengano introdotti.
Trattandosi di un incontro tecnico fra ministri delle finanze, non si è parlato degli altri dossier caldi. Fra questi c’è l’adesione agli accordi di Schengen/Dublino sulla libera circolazione delle persone, l’assistenza giudiziaria e in materia d’asilo.
Merz è stato accompagnato dal suo consigliere personale Alexandre Schmidt e dall’ambasciatore Alexander Karrer. Schmid ha sottolineato che l’incontro fra Merz e Eichel «era programmato già da lungo tempo»: la visita non è legata agli screzi apparsi nelle ultime settimane fra Svizzera e Germania, in seguito all’inasprimento dei controlli tedeschi alle frontiere con la Confederazione.
swissinfo e agenzie
Le trattative bilaterali II concernono innanzitutto alcune questioni rimaste in sospeso dopo la conclusione del primo pacchetto di accordi nel 1999.
Si tratta dei dossier che riguardano i servizi, le pensioni, i prodotti agricoli trasformati, l’ambiente, la statistica, i media, l’educazione, la formazione professionale e i programmi a favore dei giovani.
Vi figurano inoltre due temi proposti dall’Unione europea: la lotta contro la frode e la tassazione sui redditi da risparmio.
L’ultimo dossier, richiesto dalla Svizzera, riguarda la collaborazione in materia di polizia, giustizia, asilo e migrazione nel quadro dei trattati di Schengen e di Dublino.
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