Borsa svizzera: diversi titoli rischiano di essere esclusi dall’SMI
La settimana in corso potrebbe concludersi con rimescolamento delle carte in seno alla borsa svizzera: venerdì la commissione degli indici dovrebbe infatti stabilire i titoli che dal 1° ottobre faranno parte dello Swiss Market Index (SMI), i blue chips che come tali vengono scambiati non più a Zurigo, bensì a Londra (virt-x).
A rischio sono soprattutto le azioni della Ems-Chemie di Christoph Blocher e della ginevrina Société Générale de Surveillance (SGS), ma anche Sulzer e Swissair sono considerati candidati alla retrocessione.
Un’esclusione porterebbe probabilmente con sé correzioni di corso non irrilevanti: diversi investitori istituzionali come casse pensioni, assicurazioni o amministratori di fondi si trovano a vendere automaticamente questi titoli, poiché spesso il loro portafoglio copre specularmente la lista dei valori guida. Secondo Hans-Peter Wiedmer, responsabile finanziario della cassa pensioni bernese, abbandonando l’SMI un titolo perde il 10-20 per cento.
La commissione degli indici stabilisce l’elenco degli al massimo 30 titoli che fanno parte dell’SMI in base alla capitalizzazione borsistica della società e al volume dei titoli scambiati. In una sorta di torneo contro la retrocessione si trovano ad esempio Swissair e Sulzer: con un valore borsistico di 1,586 miliardi di franchi il gruppo aereo occupava alla fine maggio solo il 53esimo rango fra le imprese elvetiche, e da allora ha perso ulteriori posizioni. Anche i 2,499 miliardi di Sulzer rappresentano una insufficiente capitalizzazione: sempre a fine maggio il gruppo tecnologico si piazzava solo al 37esimo posto, e da quella data l’azione ha subito altre dolorose correzioni.
Ems-Chemie e SGS non hanno problemi di valore borsistico, ma potrebbero essere espulse poiché non soddisfano il criterio del volume di contrattazioni minime. Per la società grigionese, il problema è rappresentato dal fatto che il pubblico ha accesso a solo il 38 per cento delle azioni: il rimanente è in mano a Blocher.
Analoga la situazione per la Société Générale de Surveillance, che ha un freefloat che non supera il 40 per cento. Per gli esperti borsistici Ems-Chemie e SGS rischiano comunque più di Swissair e Sulzer. Questi due gruppi stanno vivendo una situazione eccezionale, e oltretutto soddisfano pienamente il criterio del volume di acquisti e vendite del titolo, spiega Sven Bucher, analista presso la Banca cantonale di Zurigo.
Hans-Peter Wiedmer ritiene che la commissione di borsa non deciderà unicamente in base a criteri matematici: terrà invece conto di aspetti politico-economici, come per esempio l’equilibrio dell’SMI per quanto riguarda i diversi rami dell’economia. «A mio avviso Swissair e Sulzer non usciranno dall’indice», afferma l’esperto finanziario. Tanto più che il 25 giugno il gruppo Sulzer, dopo colloqui con rappresentanti della borsa, aveva reso noto che prevedeva di rimanere nell’SMI anche dopo lo scorporo della filiale Sulzer Medica.
Secondo Blocher, un eventuale esclusione della Ems-Chemie non avrebbe grosse conseguenze, in particolare non sarebbero da attendersi incisivi cambiamenti di corso. Comunque, «sarebbe peccato se un’impresa così sana non fosse più rappresentata nell’indice», ha detto all’ats. Il fatto che il titolo verrebbe scambiato a Zurigo e non a Londra non farebbe grande differenza. L’anno scorso l’azienda del politico zurighese si era salvata dalla retrocessione solo perché il numero dei potenziali blue chips era stato portato, a sorpresa, da 25 a 30.
Attualmente nell’SMI figurano 29 titoli; vi è quindi ancora un posto libero. Le maggiori chance di promozione vengono assegnate a Phonak (apparecchi acustici) e a Synthes-Stratec (tecnologie mediche). Le due imprese soddisfano ampiamente i criteri di base, ma il loro volume di contrattazione è inferiore a quello di Sulzer e Swissair.
swissinfo e agenzie
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