Carne di maiale agli ormoni esportata dall’Austria in Svizzera
Dopo la mucca pazza, un'altra crisi minaccia gli allevatori austriaci: medicinali e ormoni illegali adoperati per una crescita più rapida sono stati somministrati ai suini in decine di allevamenti in Stiria, Alta e Bassa Austria. La Svizzera importa ogni anno 10 mila tonnellate di carne di maiale austriaca.
Il ministro austriaco dell’agricoltura, Wilhelm Molterer, ha assicurato multe severe a quegli allevatori che hanno utilizzato per i loro allevamenti sostanze proibite. «Non si può consentire che per colpa di alcune pecore nere sia distrutto l’intero settore», ha detto.
Secondo quanto affermato dal responsabile per l’agricoltura della Stiria, Erich Poeltl, non ci sarebbe pericolo per i consumatori, mentre secondo il direttore dei servizi veterinari di questa regione, Josef Koefer, con l’assunzione degli ormoni presenti nella carne suina possono esserci danni per l’uomo, «sino al cancro».
Secondo informazioni riportate sabato dalla stampa, i medicinali potrebbero essere stati portati dalla Germania in Austria e qui distribuiti agli allevatori. In Bassa Austria sono già state chiuse tre aziende, in una delle quali sarebbero state trovate cento bottiglie di sostanze illegali.
Secondo l’organizzazione ambientalista «Vier Pfoten» la carne agli ormoni sarebbe finita anche sul piatto dei consumatori svizzeri. Il 98 percento della carne suina importata nella Confederazione proviene infatti dall’Austria.
Il portavoce dell’Ufficio federale di veterinaria Heinz K. Müller, in dichiarazioni rilasciate al quotidiano svizzero tedesco Blick, ha detto che la notizia non lo ha sorpreso. È una conseguenza, ha spiegato, dalla guerra spietata sui prezzi. In Svizzera gli ormoni che accelerano la crescita sono vietati dagli Anni Ottanta.
swissinfo e agenzie
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