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Centerpulse: chiusa la vertenza sulle protesi

Un collaboratore dell'ex-Sulzer medica controlla una protesi dell'anca Keystone Archive

L'ex-Sulzer Medica ha versato oltre un miliardo di franchi per indennizzare le vittime delle protesi difettose.

La vertenza giudiziaria negli Stati uniti aveva rischiato di far chiudere i battenti alla società svizzera.

Centerpulse ha messo la parola fine al contenzioso con i pazienti americani cui era stata impiantata una protesi difettosa. La società ha infatti comunicato di aver versato integralmente i 725 milioni di dollari pattuiti.

L’ex Sulzer Medica è inoltre riuscita a raggiungere un’intesa negli con tutti i pazienti che hanno dovuto essere rioperati a causa delle protesi difettose e che non hanno aderito all’accordo globale. Lo ha comunicato mercoledì la stessa Centerpulse.

«Ora potremo di nuovo concentrarci sugli affari correnti e lo sviluppo della società», rileva Max Link, presidente della direzione e del consiglio di amministrazione, citato in una nota aziendale.

200 000 dollari per paziente

In base all’intesa, circa 3 700 pazienti, soprattutto americani, riceveranno in media 200 000 dollari a titolo di risarcimento. La somma è stata trasferita al «Settlement Trust», un fondo fiduciario incaricato di effettuare i pagamenti ai singoli pazienti.

Dei circa 15 pazienti che non avevano aderito all’intesa globale per continuare l’iter a livello individuale, rimangono aperti solo due dossier relativi a casi seri (che riguardano pazienti rioperati), ha indicato Erwin Schärer, portavoce di Centerpulse. L’indennizzo si baserà sulle somme previste nell’accordo globale, ha aggiunto.

I fondi per il finanziamento dell’intesa provengono da un aumento del capitale (255 milioni di franchi) e da un credito (635 milioni di dollari) concesso dall’UBS.

Tracollo evitato

Le protesi difettose prodotte dalla filiale americana Sulzer Orthopedics hanno rischiato di spingere Centerpulse sull’orlo del tracollo: migliaia di pazienti hanno dovuto subire un nuovo intervento chirurgico.

Le vicende giudiziarie negli Stati Uniti hanno gravato sui risultati dell’azienda, che ha chiuso il 2001 con un perdita netta di 1,193 miliardi di franchi, a fronte di un utile di 190 milioni l’anno precedente.

swissinfo e agenzie

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