Commercio estero in gennaio: eccedenza di 128 milioni
Continua lo slancio del commercio estero: in gennaio l'export svizzero è cresciuto su base annua del 18 per cento a 10,597 miliardi di franchi a fronte di importazioni per 10,469 miliardi ( più 14,3 per cento). La bilancia commerciale, indica giovedì il Dipartimento federale delle finanze, ha chiuso con un'eccedenza di 128,1 milioni (contro un deficit di 179,7 milioni nel gennaio 1999).
Tutti i rami economici hanno contribuito al boom delle esportazioni: in prima fila l’industria chimica con un balzo del 24,7 per cento a 3,579 miliardi di franchi. In termini di prestazioni, l’industria orologiera (quarto settore di esportazione) segue a ruota, con una progressione del 23,2 per cento a 767,7 milioni.
L’export dell’industria delle macchine e dell’elettronica, in crescita del 13,7 per cento, è stato di 2,754 miliardi di franchi. Tessile ( più 9 per cento a 227,2 milioni), industria grafica ( più 8,5 per cento a 282,4 milioni) e materie plastiche ( più 9,8 per cento a 246,3 millions) hanno annunciato risultati inferiori alla media generale.
Sul fronte delle importazioni, il caro-petrolio ha fatto lievitare del 60,7 per cento (a 648 milioni di franchi) la fattura dei prodotti energetici. Gli altri gruppi hanno invece registrato tassi di crescita più contenuti. Al secondo posto nella classifica generale delle importazioni si situano i beni di consumo. Il DFF nota che l’import di beni durevoli è cresciuto due volte più velocemente di quello dei beni voluttuari, un fenomeno che si spiega con in gran parte con l’acquisto di automobili. Sono aumentate (del 16 per cento a 2,663 miliardi di franchi) anche le importazioni di macchinari, elettrodomestici e apparecchi elettronici, così come quelle degli strumenti di precisione ( più 14,1 per cento a 357,2 milioni).
Gli scambi sono stati sostenuti in particolare con l’Unione europea: l’import è stato pari a 6,208 miliardi di franchi ( più 19,1 per cento) e l’export a 6,488 miliardi ( più 17,1 per cento). Meno favorevoli gli indici verso gli Stati Uniti, la cui economia è in fase di rallentamento: le esportazioni sono aumentate del 7,1 per cento a 1,161 miliardi, ma le importazioni sono scese dello 0,3 per cento a 594,7 milioni di franchi.
Il commercio con l’Europa centrale e il sud-est europeo è rimasto solido: le statistiche indicano più 20,5 per cento (a 430 milioni di franchi) per le importazioni e più 17,7 per cento (a 510,8 milioni) per le esportazioni. Verso i paesi di recente industrializzazione l’export è cresciuto del 14,1 per cento (a 982,7 milioni), mentre l’import ha subito una contrazione del 4,1 per cento (a 423,9 milioni). Le vendite di prodotti svizzeri verso i paesi in via di sviluppo sono aumentate del 27,4 per cento (a 691,7 milioni) e le importazioni del 4,1 per cento (a 432,7 milioni).
swissinfo e agenzie
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