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Crisi della mucca pazza: occorre vietare l’importazione di animali vivi

USC e Proviande vogliono riconquistare la fiducia dei consumatori nei confronti della carne di manzo svizzera Keystone

L'USC e Proviande vogliono bloccare le importazioni di animali da cortile e da macello vivi da Gran Bretagna, Francia e Germania, e chiedono alla Confederazione di farsi carico dei costi causati dalla crisi della mucca pazza.

Inoltre il divieto delle farine animali dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2001 e non in marzo, come previsto dalla Confederazione.

Secondo l’Unione svizzera dei contadini (USC) e «Proviande», l’ex Cooperativa svizzera per l’approvvigionamento di bestiame da macello e carne, «queste misure dovrebbe permettere di ristabilire la fiducia dei consumatori nei confronti della carne di manzo svizzera».

Le richieste di USC e Proviande sono state trasmesse venerdì alle autorità federali competenti, ha annunciato il presidente dell’USC, Hansjörg Walter.


Le misure adottate attualmente dall’Unione europea (UE), e di riflesso anche da Gran Bretagna, Francia e Germania, contro l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) necessiteranno tempo prima di mostrare tutta lo loro efficacia», ha sottolineato Walter.

L’attuale contingente di importazioni dai tre Paesi europei -che in pratica la Confederazione ha già sospeso – è di 1.200 manzi vivi l’anno. «Visto il basso numero di capi, il blocco delle importazioni da noi richiesto non avrà effetti di rilievo», ha aggiunto il presidente dell’USC.

Walter ha inoltre rammentato le conseguenze finanziarie provocate dalla crisi della mucca pazza ai contadini, e ha chiesto alla Confederazione di farsi carico del 75 percento dei costi causati dall’eliminazione delle farine di origine animale, ossia circa 40 milioni di franchi. I versamenti statali per capo di manzo allevato ammontano invece a 600 franchi.

La crisi della mucca pazza è un problema che riguarda la società nel suo insieme, «una partecipazione della Confederazione è dunque giustificata», ha concluso Walter.

swissinfo e agenzie

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