Critiche dell’OMC alla politica agricola svizzera
In un rapporto dedicato alla politica commerciale elvetica, l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) riconosce che la l'economia svizzera si integra sempre più in quella mondiale. Critiche però alla politica agricola seguita da Berna.
Dopo le analisi del 1991 e del 1996, questa settimana la politica commerciale elvetica è esaminata per la terza volta dall’OMC. Nel suo rapporto, il segretariato dell’organizzazione rileva che il processo di riforme avviato all’inizio degli anni ’90 è stato portato avanti con «un certo successo».
Dall’esame nel 1996, il prodotto interno lordo svizzero è cresciuto (del 2 per cento nel 1998 e dell’1,9 per cento nel 1999). Per il 2000, l’OMC pronostica un tasso d’espansione superiore al 3 per cento. La liberalizzazione nell’ambito dell’OMC ha contribuito a ridurre del 2,3 per cento i dazi sui prodotti industriali, prosegue il rapporto.
Per l’OMC, nonostante le riforme attuate, l’agricoltura svizzera è sempre fortemente protetta. Il processo di riforma iniziato nel 1993 ha ridotto gli interventi statali, senza per questo diminuire l’entità degli aiuti concessi. Questi ultimi sono tuttora pari a quasi i tre quarti dei ricavi lordi del settore, osserva l’OMC.
Il costo della vita in Svizzera è ad alti livelli principalmente a causa dei settori fortemente protetti. L’organizzazione menziona, oltre all’agricoltura, il settore delle costruzioni e quello dell’energia nonché, fino al 1998, quello delle telecomunicazioni.
A sua volta la Svizzera ha presentato un panorama della situazione. Berna afferma che negli ultimi quattro anni il paese si è sforzato di promuovere la sua posizione di economia aperta e competitiva quale sede per le attività industriali e terziarie. Cita ad esempio la liberalizzazione delle telecomunicazioni, l’applicazione della nuova legge sui cartelli e le riforme dell’agricoltura.
La Svizzera è favorevole a un nuovo round di trattative multilaterali. Nell’agricoltura prevede di continuare nella politica di apertura graduale dei mercati. In particolare, propugna una riduzione supplementare dei sussidi all’esportazione «senza tuttavia trascurare gli interessi non commerciali e il carattere multifunzionale dell’agricoltura».
Per quanto riguarda i servizi, la Svizzera propugna nuovi negoziati per un’ulteriore liberalizzazione. Secondo Berna, l’accordo sulla proprietà intellettuale dev’essere inoltre esteso e bisogna allargare la protezione delle denominazioni geografiche.
Le critiche dell’OMC erano state anticipate lunedì durante una conferenza stampa alla presenza del delegato del Consiglio federale agli accordi commerciali Luzius Wasescha, il quale ha riconosciuto che la politica agricola rappresenta «il tallone d’Achille della nostra politica economica».
Le critiche sarebbero state espresse soprattutto dai paesi esportatori di prodotti agricoli del gruppo di Cairns (con l’Australia in testa), favorevoli ad un’abolizione dei sussidi alle esportazioni e dei sostegni all’agricoltura. Partner della Svizzera nella OMC hanno denunciato dazi doganali record del 678 per cento sulle importazioni di carne non comprese nei contingenti. La media dei dazi nel settore agricolo ammonta al 34 per cento.
swissinfo e agenzie
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