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CS e Ubs hanno versato giovedì l’ultima rata dell’accordo globale

Rose Neuman, originaria della Romania, una delle sopravvissute ai campi di concentramento nazisti mostra il numero tatuatogli dagli aguzzini nazisti sul braccio Keystone

CS e Ubs hanno versato giovedì su un conto bloccato l'ultima rata di 667 milioni di dollari della somma di 1,25 miliardi di dollari pattuita con le organizzazioni ebraiche quale risarcimento per i conti in giacenza custoditi nelle banche elvetiche.

Due terzi della somma sono stati messi a disposizione dall’UBS, il rimanente dal Credit Suisse. Stando al protocollo dell’accordo siglato nell’agosto del 1998, il versamento della somma doveva essere effettuato in quattro rate.

Nel 1998 e nel 1999 sono stati pagati, rispettivamente, 250 e 333 milioni di dollari. Per il biennio 2000-2001 erano previsti versamenti di 333 e 334 milioni. In base a un emendamento all’accordo, accettato dal giudice Edward Korman di New York lo scorso agosto, è stato deciso di saldare la cifra con un versamento unico.

Grazie a questo anticipo, il fondo potrà generare interessi maggiori: il denaro potrà essere utilizzato per coprire le spese amministrative. Il piano di ripartizione è ora sottoposto al giudizio dei sopravvissuti: dovrebbe essere approvato la settimana prossima dal giudice Korman.

Probabilmente, ha detto un portavoce del CS Ulrich Pfister, la somma che viene versata giovedì sarà leggermente inferiore ai 667 milioni stabiliti. Saranno infatti sottratte le somme già versate agli eredi o aventi diritto a conti in giacenza rintracciati nelle banche. Ciò che rimarrà dopo questa operazione rimarrà bloccato su un conto bancario fino all’approvazione definitiva del piano di ripartizione. Appena approvato, il denaro finirà in un fondo comune.

Dopo le iniziali titubanze, diverse società come Nestlé, Roche, Novartis, ABB, Ascom hanno affermato di volersi associare all’azione di risarcimento. Nestlé, Roche e Novartis hanno promesso 25 milioni di franchi ciascuno.

Allo scopo di facilitare le richieste di risarcimento, l’Associazione dei banchieri si è assunta l’incarico di pubblicare su Internet tutti i nomi dei 26 mila titolari di conti «dormienti» rintracciati negli istituti di credito. Un tribunale arbitrale con sede a Zurigo, operativo sin dal 1997, si occupa di vagliare le pretese di risarcimento. Da allora sono state pubblicate due liste di nomi e versati 41 milioni di franchi.

swissinfo e agenzie

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