Denuncia contro il Credit Suisse per i fondi di Abacha
In relazione alla vicenda dei soldi dell'ex presidente nigeriano Sani Abacha, la Commissione federale delle banche ha depositato una denuncia contro il Credit Suisse (CS) presso la commissione di sorveglianza dell'Associazione svizzera dei banchieri.
La Commissione federale delle banche (CFB) accusa la grande banca elvetica di aver violato l’obbligo di diligenza nella gestione dei fondi in questione. La consegna della denuncia all’Associazione dei banchieri, rivelata dal settimanale “Facts”, è stata confermata mercoledì da Edgar Wolhauser, responsabile delle inchieste presso il servizio giuridico della CFB.
La commissione di sorveglianza dell’Associazione dei banchieri, un organo di autoregolamentazione, veglia sul rispetto della Convenzione di diligenza delle banche, stipulata nel 1977. Secondo la convenzione, vincolante per tutti gli istituti finanziari, le banche sono obbligati ad identificare i loro clienti e, se fosse il caso, i loro mandanti.
Secondo Wolhauser, il CS non avrebbe rispettato gli obblighi. “Il credito svizzero avrebbe dovuto accorgersi che aveva a che fare con i soldi di un potentato”: così “Facts” cita il direttore della CFB Daniel Zurbühler. Sul Credit Suisse grava ora la minaccia di una multa che potrebbe raggiungere i 10 milioni di franchi.
La banca ha mantenuto mercoledì un certo riserbo. Il procedimento dimostrerà se la banca ha veramente violato l’obbligo di diligenza nella vicenda Abachi, ha fatto sapere il portavoce del Credit Suisse Private Banking Urs Thaler.
Secondo il rapporto della CFB sul caso Abachi, il figlio dell’ex-presidente, Mohammed, avrebbe depositato 214 milioni di dollari sul conto “Seuze” del Credit Suisse Private Banking. Al momento il conto è bloccato. In totale alla fine del 1999 sui conti delle banche svizzere si trovavano circa 660 milioni di dollari del clan di Abachi.
Secondo Thaler, la denuncia non rappresenterebbe una sorpresa per il CS, perché la CFB aveva già accennato a questa eventualità nell’agosto del 2000. In quell’occasione la CFB aveva accusato 6 banche svizzere su 19 di aver violato, in alcuni casi in maniera grave, l’obbligo di diligenza.
Tra le pecore nere, la CFB elencava il Credit Suisse, la banca Hofmann e la banca Leu, tutte di proprietà del Credit Suisse Group, e inoltre il Crédit Agricole Indosuez (Suisse), l’Union Bancarie Privée e la MM. Warburg Bank (Suisse).
Non del tutto soddisfatta dei risultati delle indagini, la CFB aveva poi ordinato ulteriori revisioni presso il Credit Suisse Group, il Crédit Agricole Indosuez e l’Union Bancarie Privée, revisioni che non sono ancora concluse.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.