Ferrovie svizzere e italiane sono troppo diverse; rinviata la fusione nel traffico merci
La fusione tra le ferrovie svizzere e quelle italiane nel settore merci è rinviata alle calende greche. Le due aziende hanno ritirato formalmente la richiesta per la costituzione di una joint venture inoltrata all'Unione europea.
Invece di una fusione completata rapidamente al più alto livello, i due enti ferroviari prediligono ora una politica di piccoli passi, ha indicato venerdì il portavoce delle FFS.
Il miglioramento degli assi di transito potrebbe essere una via percorribile, ma il traguardo rimane la fusione completa. Secondo il portavoce, il direttore delle FFS Benedikt Weibel e quello delle FS Giancarlo Cimoli si incontreranno entro metà dicembre per decidere le prossime mosse.
Già all’inizio di ottobre i due enti avevano annunciato ritardi nella tabellina di marcia verso la fusione. Una perizia esterna aveva indicato che le due aziende non erano ancora pronte per questa fusione.
Il portavoce ha precisato che una ragione per questo passo indietro sono le due diverse culture aziendali. In particolare, si è sottovalutato la complessità della procedura nei confronti della commissione europea per la concorrenza. Non si teme comunque la bocciatura della fusione.
Le FFS sono invece riuscite a compiere progressi in Gran Bretagna, dove tra un anno verranno attribuite le licenze d’esercizio per 25 società ferroviarie nate dallo smantellamento del vecchio monopolio British Rail.
Entro la fine della settimana prossima, le FFS inoltreranno una prima candidatura formale. In caso di successo di questo primo passo, il consiglio di amministrazione avrà ancora la parola prima di inoltrare la richiesta definitiva. La decisione finale dell’autorità statale di sorveglianza è prevista non prima dell’estate 2001.
swissinfo e agenzie
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