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Forum Davos: hacker volevano “attaccare i potenti e il potere”

Tre membri mascherati del gruppo di hacker (Foto Sonntagszeitung) Vier maskierte Hacker des Kollektivs Virtual Monkeywrench (Foto SonntagsZeitung).

Non si conoscono ancora le loro generalità, ma adesso si sa che sono in quattro e fanno parte di un collettivo denominato «Virtual Monkeywrench» (chiave inglese virtuale): i pirati informatici penetrati illegalmente nei sistemi informatici del Forum economico mondiale di Davos (WEF) si presentano così in un'intervista scritta alla «SonntagsZeitung».

Il domenicale svizzero tedesco, che è riuscito ad entrare in contatto con gli hacker tramite un intermediario, indica che i dati sono stati scaricati con un software standard dall’elaboratore elettronico del WEF. Tra i dati «rubati» vi sono 1400 numeri di carte di credito, password, e-mail, numeri di telefono privati e dei cellulari, e altre informazioni riservate.

Nell’intervista gli hacker precisano che l’obiettivo dell’operazione non era di carpire dati a gruppi internazionali o a Stati per ricattarli. Ciò “non cambierebbe il sistema”, sottolineano. La pubblicazione dei dati risponde invece a tutti i criteri di un “buon sabotaggio”: “L’ingranaggio ben oliato della macchina viene perturbato, le autorità perdono influenza e vengono minate alla base”. L’azione era volta ad “attaccare i potenti e il potere”, prosegue il gruppo. I quattro pirati informatici definiscono il loro atteggiamento “una specie di sintesi fra anarchia ed etica degli hackers”, secondo la quale bisogna sfruttare le possibilità offerte da Internet per diffondere le informazioni a livello mondiale. “Ai nostri occhi, la proprietà intellettuale è illegittima: serve solo all’interesse dei potenti”.

La «SonntagsZeitung» ha pubblicato sul suo sito Internet cinque liste che riportano tutti i nomi delle persone i cui dati sono stati sottratti dal sistema informatico del WEF, con tanto di funzione, password, indirizzi E-mail, numeri telefonici, di carte di credito e varie informazioni riservate.

I pirati informatici antiglobalizzazione, penetrati illegalmente nei sistemi informatici del Forum economico mondiale di Davos si erano appropriati di dati personali di migliaia di partecipanti. La notizia era stata pubblicata domenica 4 febbraio dalla SonntagsZeitung. Il CD contenente il materiale sottratto direttamente dal server del WEF era stato inviato al giornale domenicale.

swissinfo e agenzie

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