I contadini ai consumatori: comperate prodotti svizzeri
Confrontati quotidianamente a nuove sfide per adattarsi al mercato, gli agricoltori svizzeri non vogliono rimanere i soli a fare sacrifici, e chiedono a consumatori e distributori di fare la loro parte.
L’agricoltura svizzera è fra tutti i settori dell’economia quello che sta sopportando i più importanti mutamenti, ha ricordato giovedì in una conferenza stampa il direttore dell’Unione svizzera dei contadini (USC), Melchior Ehrler. Rispetto a dieci anni, fa il fatturato è sceso di circa due miliardi di franchi.
I pagamenti diretti bastano a compensare soltanto una parte della diminuzione di reddito. E gli agricoltori sono già da tempo costretti a cercare alternative per ridurre i costi di produzione oppure a cercare nuove nicchie di mercato.
Secondo Hansjörg Walter, presidente dell’USC, un’ulteriore riduzione del reddito agricolo non potrà essere compensata dall’iniziativa dei contadini. È quindi necessario che anche gli altri attori del mercato – distributori e consumatori – diano il loro contributo. Gli svizzeri consacrano oggi il 7 percento di tutte le loro spese per l’acquisto di derrate alimentari: una cifra fra le più basse al mondo, ha ricordato Walter.
Le preoccupazioni del mondo contadino riguardano in particolare il settore della distribuzione. Ai grandi distributori viene rimproverato di non ripercuotere sui consumatori la riduzione dei prezzi pagati per i prodotti agricoli. Dieci anni fa i contadini ricevevano il 37 percento di ogni franco speso in derrate alimentari, mentre oggi si è scesi al 24 percento.
Nel mirino degli agricoltori c’è, in particolare, il grande distributore Coop, che vuole ridurre del 20 percento il prezzo pagato ai produttori di latte. Dopo le recenti azioni di protesta nella Svizzera romanda, l’USC non esclude nuovi manifestazioni, se le trattative in programma per settimana prossima non dovessero dare risultati soddisfacenti.
L’USC chiede altresì al Consiglio federale di rinunciare alla riduzione del prezzo base per il latte, versato ai produttori, previsto fra i nuovi obiettivi della politica agricola 2002. I produttori chiedono, al contrario, che il prezzo base sia aumentato dagli attuali 77 a 79 centesimi.
swissinfo e agenzie
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