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Il direttore della Posta vuole aiuti federali per finanziare i servizi bancari

Il direttore della Posta vuole garantire anche in futuro la funzione di servizio pubblico Keystone

Il neodirettore generale della Posta, Ulrich Gygi, considera necessario un contributo della Confederazione per avviare la prospettata banca postale. Al gigante giallo servono almeno 100 milioni di franchi per le nuove attività.

In una intervista pubblicata sabato dalla Neue Zürcher Zeitung, Gygi sostiene che la Confederazione dovrebbe mettere a disposizione un capitale iniziale per assicurare il futuro della Posta, chiamata ad aprirsi maggiormente al mercato e a sviluppare nuovi servizi.

Per il nuovo direttore della Posta, entrato in carica 50 giorni fa, la sua azienda ha diritto ad un aiuto federale, alla stessa stregua delle FFS e della Swisscom, per essere in grado di affrontare la concorrenza con mezzi sufficienti. La nuova banca postale permetterebbe di rafforzare il servizio pubblico, sottolinea Ulrich Gygi.

«Preferirei naturalmente che riuscissimo a finanziare noi stessi il lancio della nostra banca postale, ma ciò sembra escluso a breve termine, vista la cattiva redditività dell’istituto» dichiara il numero uno della Posta.

Nelle ultime settimane, il nuovo direttore del gigante giallo ha lanciato un progetto per migliorare la pianificazione strategica della Posta,
considerata attualmente poco soddisfacente. I risultati dovrebbero
essere presentati a fine novembre, ha precisato Gygi.

Tra le nuove attività previste dalla Posta vi è anche una maggiore presenza su Internet, con l’apertura della filiale “Yellowworld” e il potenziamento del commercio elettronico. Secondo Gygi, nei prossimi anni la posta elettronica via e-mail ridurrà sostanzialmente il settore delle lettere.

Swissinfo e agenzie

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