Il futuro di Sabena non trova d’accordo direzione e sindacati
Duello a distanza giovedì a Bruxelles sul piano di risanamento della Sabena. Le posizioni della direzione e personale rispetto alle difficoltà attuali e al futuro della compagnia aerea, di proprietà dello stato belga e di SAirGroup, sono ancora divergenti,a pochi giorni di distanza da un'assemblea degli azionisti che potrebbe rivelarsi decisiva.
Il direttore Christoph Müller ha invitato il personale a collaborare per comprimere i costi. L’associazione dei piloti si è detta disposta a fare sacrifici: ma rivendica garanzie sul lungo periodo e rifiuta di negoziare sotto il peso delle minacce. Sabena, secondo i piloti, si trova sull’orlo del fallimento a causa di una cattiva gestione manageriale.
Müller ha detto giovedì in un incontro con i giornalisti a Bruxelles che il programma di risparmi e di ricapitalizzazione è essenziale per la sopravvivenza della compagnia. I sindacati sono perciò stati invitati a fare la loro parte: devono fornire sufficienti garanzie agli azionisti entro l’8 febbraio, giorno in cui saranno chiamati a raccolta per un’assemblea straordinaria. Solo in presenza di segnali chiari circa l’accettazione del piano di salvataggio, lo stato belga (che detiene il 50,5 per cento del capitale di Sabena) e SAirGroup (49,5 per cento) sono disposti a iniettare capitali freschi (1,2 miliardi di franchi svizzeri).
I piloti, riuniti nella Belgian Cockpit Association (BeCa; 900 aderenti), hanno fatto sapere di essere «pronti ad aiutare Sabena». Esigono tuttavia solide garanzie e respingono l’ipotesi di intavolare trattative sotto pressione. La scadenza del 28 febbraio prevista per negoziare il programma di risparmi non può perciò in nessun caso essere anticipata.
I piloti, in una conferenza stampa, si sono peraltro detti molto preoccupati: temono che SAirGroup si appresti a fagocitare Sabena focalizzando i propri interessi sul controllo di Bruxelles in quanto nodo aereo strategico e non sulle sorti della compagnia. Sospettano anche che il gruppo svizzero voglia mantenere solo quei comparti di Sabena che sono redditizi: manutenzione, cargo, servizi tecnici e ristorazione. Il settore chiave del traffico aereo potrebbe addirittura essere sacrificato, ha detto Behrouz Shahabpour, delegato della BeCA presso il consiglio aziendale.
Non sono mancate roventi critiche alla direzione: sulla base di una revisione contabile – ancora parziale – realizzata dall’americana International Pilot Services Corporation, la BeCa ha affermato che la crisi della Sabena è da addebitare «a errori di gestione commessi ad ogni livello». Il dito è stato puntato in particolare contro «la sfrenata espansione» portata avanti dallo svizzero Paul Reutlinger, che ha diretto la compagnia dal 1996 all’estate del 2000. Sabena era molto fragile dal profilo finanziario quando nel 1997 è stato deciso di rinnovare la flotta. E anche la strategia di moltiplicare le destinazioni è stata operata sulla base di un calcolo rivelatosi sbagliato.
Ciò che preoccupa maggiormente i piloti è «l’assenza totale di strategia a lunga scadenza» da parte del consiglio di amministrazione. E il governo belga, che detiene il 50,5 per cento del capitale, è stato accusato di lassismo: lo Stato, pur essendo azionista di maggioranza, dal 1995 in poi si è completamente disinteressato di Sabena. Il sospetto, secondo i piloti, è che molte decisioni vengano ora prese in Svizzera, benché SAirGroup rispetto allo stato belga sia in posizione minoritaria.
Il direttore Müller ha cercato di sedare il crescente malumore che serpeggia tra il personale: «Sabena ha un proprio ruolo da svolgere» nella futura strategia di SAirGroup, ha affermato. Solo il gruppo svizzero è in grado di assicurare la sopravvivenza della compagnia belga: a patto però che vi sia il nullaosta dei sindacati al piano di ristrutturazione. In caso contrario la minaccia del fallimento si farà sempre più concreta e già alla fine di febbraio Sabena potrebbe conoscere problemi di liquidità.
Anche Müller ha citato la perizia della International Pilot Services Corporation: ha ammesso gli errori del passato e le insufficienti risorse finanziarie messe in atto, ma ha anche detto che gli esperti contabili preconizzano maggiori sinergie tra Sabena e SAirGroup, fino a una vera propria fusione. Il rapporto, secondo Müller, ha messo in evidenza un altro fatto: la produttività di Sabena continua a rimanere al di sotto di quella di Lufthansa, KLM, British Airways e Swissair.
Mercoledì è circolata la notizia secondo cui Sabena si appresterebbe a tagliare da 600 a 700 posti di lavoro (su un totale di 11’233), un numero superiore ai 400 annunciati in ottobre.
swissinfo e agenzie
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