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Il Governo cerca di ristabilire la fiducia dei consumatori nella carne svizzera

Lo scandalo della "mucca pazza" ha fatto crollare i prezzi della carne bovina Keystone

Nuove misure per sostenere il mercato della carne bovina, messo in ginocchio dallo scandalo della "mucca pazza". Berna spenderà 7 milioni di franchi per l'acquisto di carne svizzera destinata all'aiuto internazionale e ne investirà altri 2 in una campagna di informazione. Nuovo no della Confederazione al finanziamento di un test sistematico sui bovini macellati.

Dopo l’ultimo caso di “mucca pazza” scoperto in Vallese lunedì, il governo ha deciso oggi di intervenire con nuove misure per sostenere il mercato svizzero della carne bovina che si trova in piena crisi. Lo scoppio di nuovi casi di encefalopatia spongiforme bovina (ESB) ha avuto per effetto una forte diminuzione della domanda e un sensibile calo dei prezzi, crollati fino al 30%, ha spiegato il ministro dell’economia Pascal Couchepin. Inoltre numerosi paesi continuano a vietare l’importazione di carne svizzera nonostante i provvedimenti per la sicurezza adottati da anni. Dal 1990, infatti, vige l’obbligo dell’eliminazione degli organi a rischio ESB.

Per fornire un aiuto agli allevatori il Consiglio federale ha perciò deciso di acquistare tra 700 e 900 tonnellate di carne bovina per un costo complessivo di 7 milioni di franchi. L’acquisto, che verrà finanziato dal fondo per la promozione alle esportazioni, viene incontro alla nuova domanda di aiuto alimentare della Corea del Nord e riguarderà carne di “qualità irreprensibile”, ha sottolineato Couchepin.

Ma Berna intende agire anche per riguadagnare la fiducia dei consumatori nella carne di produzione svizzera e nelle misure adottate dalla Confederazione. Circa 2 milioni verranno impiegati in una campagna di informazione che durerà fino alla fine dell’anno.

Couchepin ha nuovamente rifiutato l’idea che la Confederazione finanzi un test sistematico sui bovini macellati, idea ribadita dai contadini e dal governo vallesano in seguito alla scoperta in quel cantone di un nuovo caso. La mucca, i cui documenti non segnalavano alcuna malattia, dopo la macellazione era invece risultata portatrice dell’ESB grazie ad una prova effettuata in base a campioni.

Attualmente test sistematici su animali abbattuti vengono effettuati dai grandi distributori Migros e Coop, che ne fanno pagare il costo agli allevatori. Per il ministro si tratta di una “misura di marketing” che dal profilo scientifico non garantisce una maggiore sicurezza. Berna preferisce invece rinforzare la strategia applicata fin qui, ha osservato Couchepin. Tra 2-3 settimane dovrebbe così venire istituita una “task force-ESB” incaricata di controllare il rispetto delle direttive già emanate dalla Confederazione.

Luca Hoderas

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