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Il Terzo Mondo scommette su Internet

Obiettivo dell'ITC, nell'immagine il logo, è quello di aiutare le aziende dei Paesi in via di sviluppo ad entrare in rete Keystone

Da mercoledì a sabato a Montreux si tiene un Forum sulle prospettive del commercio elettronico nei paesi in via di Sviluppo. A organizzarlo sono l'International Trade Center (Itc) e il Segretariato Svizzero per l'Economia (Seco).

Quali sono vantaggi dell'”e-commerce” per le aziende che esportano? I paesi in via di sviluppo sapranno approfittare delle nuove tecnologie? Quali saranno le nuove frontiere per gli scambi commerciali Nord-Sud nell’Era digitale?

Sono alcuni dei quesiti sollevati dall'”Itc Executive Forum on Export Development in the Digital Economy”, una conferenza internazionale di tre giorni che si tiene a Montreux e che costituisce l’occasione per mettere a confronto esponenti di governo, manager e esperti di commercio elettronico sul tema dei benefici (presunti o reali) che derivano dall’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche per migliorare la capacità di esportare.

A portare esempi concreti di come si può trarre vantaggio dal commercio elettronico sono i rappresentanti di società pubbliche e private, provenienti da 21 paesi in via di sviluppo (Bangladesh, Cina, Turchia, Tunisia, tanto per citarne qualcuno). A suggerire le idee e a formulare raccomandazioni sono invece alcune organizzazioni internazionali: l’Omc (Organizzazione Mondiale per il Commercio) e il suo direttore Mike Moore, e l’Unctad (la Conferenza dell’Onu per il Commercio e lo Sviluppo) presente
con il suo numero uno Rubens Recupero.

Li affiancano David Syz, responsabile del Seco, e i rappresentati dell’Ocse, dell’Ece/Onu (Commissione Economica per l’Europa) e dell’Inter American Development Bank. Nutrita anche la presenza di società private attive nel settore (tra cui le svizzere Netvertis, Africadev, Eureka Cybertrading e Tatis Limited).

Tra le diverse sessioni, in cui è suddiviso il Forum, si discute anche del ruolo dei governi nell’incentivare lo sviluppo del commercio su internet. Le migliori opportunità commerciali attualmente provengono dal settore B2B (“business to business”) più che da quello del B2C (“business to consumer”). Secondo alcune stime di Meryll Lynch, il B2B passerà da un giro d’affari da 158 miliardi di dollari (dati 99) a 2.500 miliardi di dollari nel 2003.

In particolare, a sfruttare il potenziale del business elettronico sarà la Cina. Ma solo in futuro. Secondo uno studio presentato dalla società Alibaba.com (un “marketplace” cinese che ogni giorno organizza affari di ogni genere per i suoi 300 mila clienti) lo sviluppo di Internet è oggi frenato dalla mancanza di infrastrutture di telecomunicazioni e dalla bassa presenza di computer negli uffici e nelle case dei cinesi (solo 15 milioni), nonché di websites (solo una società su mille è on line).

La realtà è che il gap tecnologico tra Nord e Sud è enorme. Il primo passo da compiere, ed è questo l’obiettivo dell’Itc Forum, sarà quindi quello di aiutare le aziende dei paesi in via di sviluppo, soprattutto quelle che esportano, a entrare nella Rete.

Maria Grazia Coggiola

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