In arrivo l’auto superleggera, 100 chilometri con un litro
Grazie all'impegno coordinato di industria automobilistica e dei materiali e mondo della ricerca, nel 2004 verrà prodotta una nuova generazione di automobili ultraleggere con consumi ridotti all'osso. Anche la Svizzera partecipa al progetto.
Il veicolo prototipo farà cento chilometri con un litro di diesel, produrrà meno emissioni inquinanti di CO2, non arrugginirà e durerà di più. Il progetto di ricerca per realizzare l’auto super leggera é stato annunciato martedi’ a Bruxelles dalla Commissione europea, che ne finanzia il 50 per cento dei costi nel quadro del programma Ue “aumento competitivo e durabile”.
Il restante impegno economico è stato assunto dai diversi partner che porteranno avanti la sperimentazione. Tra questi figurano due importanti contributi svizzeri : quello dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Losanna e quello del gruppo Alusuisse. La spesa per l’intero programma, che coinvolge Volkswagen, Volvo, Renault e Daimler Chrysler oltre ad aziende produttrici di metalli ed istituti di ricerca, e’ di 5,2 milioni di euro.
L’auto scelta per iniziare a lavorare sui materiali compositi ultra leggeri è la Lupo TDI della Volkswagen, che già ha consumi molto ridotti. Si è scelto di partire da un modello già esistente per ridurre i costi del progetto, ha spiegato un portavoce dell’esecutivo comunitario . Per l’inizio del 2004 i ricercatori avranno elaborato il nuovo prototipo della Lupo light che verrà subito messa in produzione. Sarà un’automobile leggera come una piuma, 500 chili, dimagrita rispetto alla versione attuale del 40
i peso, grazie all’uso massiccio di alluminio e di fibre di carbonio.
Ad alleggerirla contribuirà anche il nuovo modo di costruzione, con una drastica taglio del numero di pezzi utilizzati, che dovrebbero scendere dagli attuali oltre 200 a poco più di 60. Questa riduzione renderà la concezione del veicolo economicamente più vantaggiosa anche se il costo dei pezzi risulterà più caro rispetto a quelli usciti da una catena di fabbricazione tradizionale. A progetto ultimato sarà stata messa a punto la metodologia necessaria per produrre 50 unità al giorno.
Unica incognita per il momento rimangono i costi che dovranno essere imperativamente contenuti perché il prodotto faccia breccia sul mercato, anche se il fattore del bassissimo consumo giocherà un ruolo importante nella scelta dei consumatori.
Per il Commissario Philippe Busquin, responsabile per la ricerca Ue, “questa ricerca è uno sforzo congiunto e realmente europeo dell’industria automobilistica, dei laboratori di ricerca e dei produttori di materiali per ridurre, o più esattamente contribuire a ridurre, la dipendenza dell’Europa riguardo al petrolio oltre che le nostre emissioni di CO2”.
Laura Forzinetti
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