In Svizzera oltre 50mila “drogati” da Internet
In Svizzera sono oltre 50mila le persone "dipendenti" da Internet o perlomeno considerate a rischio. Ciò rappresenta circa il 2,5 percento dei complessivi 2 milioni di internauti.
Le categorie più a rischio sono gli utilizzatori maschi, i single e i giovani sotto i 20 anni. I dati emergono da uno studio pubblicato mercoledì dall’ufficio zurighese di prevenzione “Sozialpsychologische Beratungsstelle Offene Tür Zürich”. In collaborazione con l’università Humboldt di Berlino, l’ufficio zurighese ha condotto fra settembre 2000 e gennaio 2001 un sondaggio “ondine” al quale hanno preso parte 565 persone. Le domande erano in tedesco.
Dall’indagine è emerso che circa il 2,3 percento di tutti gli intervistati presentano i sintomi di una vera dipendenza, visto che passano in media 35 ora la settimana in rete. Un altro 3,7 percento ha dichiarato di passare almeno 20 ore alla settimana su Internet ed è quindi da considerare “a rischio”.
Le due categorie rappresentano il 6 percento di tutti gli intervistati. Estrapolato sui 2 milioni di utilizzatori di Internet recensiti in Svizzera a gennaio di quest’anno, ciò rappresenterebbe 120mila persone “dipendenti” o “a rischio”.
Considerato che il campione del sondaggio, come pure la tecnica delle interviste «in rete», non possono essere considerati veramente rappresentativi, gli autori dello studio hanno optato per una “stima prudente” che quantifica in oltre 50’000 il totale delle due categorie a livello nazionale.
Dallo studio risulta che il 69 percento di tutte le persone considerate “dipendenti” hanno meno di 20 anni, i maschi rappresentano la medesima percentuale, mentre il 62 percento degli “internetdipendenti” sono persone senza un partner fisso. La gran parte di queste persone (69 percento) utilizza la “rete” esclusivamente a scopi privati.
Obiettivo dello studio è di sensibilizzare la popolazione sui rischi che Internet può rappresentare e di favorire un’utilizzazione più ragionevole e più creativa del nuovo mezzo d’informazione, sottolineano in una nota gli autori dello studio.
Un primo passo in tal senso è stato fatto dai due maggiori provider svizzeri “Bluewin” e “Swissonline”, che hanno inserito sui rispettivi portali link attraverso i quali è possibile informarsi sui risultati dello studio sulla dipendenza da internet.
swissinfo e agenzie
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