Internet: anche la Svizzera vuole poter accedere a «.eu»
La Svizzera vuole essere europea, almeno per quanto riguarda Internet. Berna pretende infatti che anche gli operatori elvetici abbiano accesso alla sigla «.eu» nell'indirizzo dei siti online. Ma Bruxelles non sembra d'accordo.
La Commissione europea intende infatti riservare questo Top-Level-Domain (TLD, parte finale del nome di dominio) alle istituzioni e alle imprese dell’UE.
La sigla «.eu» sta per «Europa», e non per «Unione europea», sostiene dal canto suo Andreas Suter, portavoce dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), in dichiarazioni rilasciate all’agenzia Dpa. «Per gli utenti della rete, l’esclusione degli stati europei che non fanno parte dei Quindici sarebbe negativa», ha aggiunto.
In luglio, la Commissione europea aveva dato avvio ai lavori per l’introduzione del nuovo TLD, in collaborazione con la ICANN, l’ente internazionale che si occupa della registrazione dei nomi di dominio. In quell’occasione, l’organo esecutivo dei Quindici aveva affermato che la possibilità di un accesso ad «.eu» da parte di Stati non facenti parte dell’Unione sarebbe stata valutata solo dopo l’entrata in vigore della sigla. La Svizzera vuole però essere presente sin dall’inizio, ed ha quindi fatto le sue rimostranze a Bruxelles.
Per l’Europa, l’introduzione di una sigla propria ha forte valore simbolico: si tratta di un primo passo per recuperare terreno rispetto agli Usa, e per rispondere all’esigenza di numerosi settori produttivi.
La sigla «.eu» dovrebbe infatti permettere di creare una «targa» europea ai siti del vecchio continente, sostituendo i vari «.com» e «.int» di marca statunitense. Accanto all’euro, il nuovo TLD permetterebbe inoltre una presentazione compatta dell’Europa, una sorta di «tetto» comune per tutti i paesi, che manterrebbero comunque la loro sigla nazionale (per la Svizzera, ad esempio, «.ch»).
swissinfo e agenzie
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