Invariato l’Indice dei prezzi alla produzione ed all’importazione
L'indice complessivo dei prezzi alla produzione e all'importazione è rimasto invariato in Svizzera lo scorso mese di agosto, rispetto a luglio. Lo ha reso noto venerdì a Neuchâtel l'Ufficio federale di statistica (UST).
I prezzi dei beni indigeni sono rimasti mediamente stabili, mentre quelli dei prodotti importati sono diminuiti dello 0,1 percento. Il calo provvisorio dei prezzi dei prodotti petroliferi ha esercitato un effetto mitigante sull’indice di agosto. L’UST ricorda però che i prezzi vengono rilevati all’inizio del mese, per cui occorrerà aspettare settembre per verificare gli effetti dei forti rincari nei rimanenti giorni di agosto, in particolare per l’olio da riscaldamento.
Complessivamente il livello dei prezzi alla produzione e all’importazione è aumentato del 2,4 percento, rispetto all’agosto 1999. Il rincaro annuo dei prodotti importati ( 6,5 percento) continua ad essere nettamente superiore a quello dei prodotti indigeni( 0,7 percento). Prezzi stabili e lieve rincaro annuo ( 0,7 percento) anche per i prodotti indigeni.
L’indice dei prezzi alla produzione in agosto è rimasto stabile rispetto a luglio. Il suo livello segna 95,8 punti (base maggio 1993 =100). L’inflazione annua è scesa ulteriormente, portandosi allo 0,7 percento, dopo che in maggio era ancora risultata dell’1,4 percento. L’indice dei prezzi alla produzione calcola l’evoluzione dei prezzi dei prodotti indigeni quando lasciano la fabbrica. I servizi non sono compresi, precisa ancora l’UST.
Determinante per il risultato finale è stato il calo dei prezzi di alcuni prodotti agricoli (cereali, suini da macello, vitelli da macello). Sono inoltre scesi rispetto al mese precedente i prezzi della carne suina, dei prodotti petroliferi, delle materie plastiche non lavorate, dei prodotti farmaceutici, dei mattoni e tegole in terracotta e del rottame.
Sono invece aumentati i prezzi degli ortaggi, del latte crudo, dei bovini da macello, dei tessili, della carta, dei suoi prodotti e degli stampati. Hanno registrato un incremento anche la falegnameria per l’edilizia e per l’interno, i prodotti inorganici, i concimi, i saponi, i detersivi ed i prodotti per la pulizia, il vetro piano lavorato, metalli e prodotti in metallo, così come il gas.
Per i prodotti importati si è registrato un lieve calo dei prezzi, per cui il rincaro annuo è ancora alto ( 6,5 percento) Sempre in agosto, l’indice dei prezzi all’importazione è sceso dello 0,1 percento rispetto a luglio, fissandosi a 100,3 punti (base maggio 1993=100).
Nel giro di un anno, l’indice è aumentato del 6,5 per cento. Oltre un terzo di questa progressione è da attribuire all’aumento dei prodotti petroliferi. Da febbraio, sottolinea ancora l’UST, il tasso d’inflazione annuo dell’indice dei prezzi all’importazione oscilla tra il 6,4 e il 7,1 percento. L’indice dei prezzi all’importazione viene rilevato a complemento dell’indice dei prezzi alla produzione e comprende una selezione di prodotti importati e sdoganati franco frontiera. Generalmente è sottoposto ad oscillazioni più ampie rispetto all’indice dei prezzi alla produzione.
Rispetto a luglio sono diminuiti i prodotti petroliferi (carburante, olio da riscaldamento). Sono scesi anche i prezzi di cacao, banane, abbigliamento, pneumatici, piastrelle in ceramica e acciaio. Sono invece progrediti i prezzi del cotone grezzo, cereali da foraggio, caffè, agrumi e prodotti alimentari (carne esclusa). In aumento sono risultati anche il carbone, i tessili, la carta (materie prime incluse), gli articoli di plastica, i metalli non ferrosi e derivati.
swissinfo e agenzie
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