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L’accordo sulla fiscalità dell’UE non inquieta la Svizzera

L'accordo sul pacchetto fiscale raggiunto dall'Ecofin non comprometterà, secondo gli esperti, il futuro della piazza finanziaria elvetica e del segreto bancario Keystone

Dopo lunghe trattative, i ministri delle finanze dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo sul cosiddetto pacchetto fiscale. L'intesa, che riguarda anche i risparmi depositati all'estero, non desta preoccupazione per la Svizzera.

L’accordo, raggiunto a Bruxelles dal consiglio dei ministri delle finanze dell’Unione europea (Ecofin), prevede di applicare una ritenuta del 15 percento sui risparmi per i primi tre anni e del 20 percento per i quattro anni successivi. Questo punto è stato accolto anche dal Lussemburgo, che da mesi tentava di difendere una tassazione più bassa.

In Svizzera i principali interessati ritengono che l’accordo non presenti novità e non compromette il futuro della piazza finanziaria elvetica e del segreto bancario. Nel corso dell’ultimo vertice dell’UE, tenuto a Feira in Portogallo, i Quindici avevano tra l’altro ventilato una soppressione del segreto bancario, ma soltanto a partire dal 2010.

La decisione adottata lunedì dall’Ecofin per armonizzare la tassazione dei risparmi era prevedibile, ha dichiarato Daniel Eckmann, portavoce del Dipartimento federale delle finanze (DFF). L’intesa è inoltre in linea con le basi gettate nel vertice di giugno a Feira, in Portogallo. Secondo Eckmann, l’accordo non rappresenta un’ulteriore pressione sul segreto bancario.

La decisione non inquieta neppure i banchieri. Dopo l’accordo, nulla cambia per noi, ha affermato Thomas Sutter, portavoce dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB). Quest’ultima ritiene tuttora che non si possa rinunciare al segreto bancario. Il compito di discutere con Bruxelles spetterà ora al DFF, indica l’Associazione.

Da parte sua, il DFF non desidera commentare le cifre contenute nell’accordo finché non sarà definito un mandato di negoziazione con l’UE. Per il resto, la Confederazione mantiene il punto di vista espresso in giugno.

Il Consiglio federale considera che non è nell’interesse del paese attirare transazioni che mirino ad aggirare eventuali norme dell’UE. In relazione all’accordo, la Svizzera cercherà di rendere tali operazioni poco attraenti, conservando tuttavia il segreto bancario.

swissinfo e agenzie

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