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L’energia ecologica alla ricerca di un proprio mercato

Un esempio dell'utilizzo delle energie alternative in questa casa colonica dotata di un impianto solare di 18 metri quadrati. http://www.swissolar.ch/deutsch/frames/fr_info.htm

La località turistica St. Moritz ospita dal 28 al 29 giugno 2001 la prima conferenza europea sul marketing delle energie rinnovabili. Gli oltre 170 esperti, provenienti da ben 20 paesi, concentreranno i dibattiti sulle prospettive di mercato, di promozione e sviluppo delle energie ecologiche. In particolare l'ottica è rivolta alla liberalizzazione del settore, già realtà nei paesi europei e prevista, anche in Svizzera, dalla nuova legge.

Sono passati gli anni Ottanta, quando l’ecologia sapeva ancora di sandali e maglioni di lana filata a mano. Alle soglie della liberalizzazione del mercato energetico, anche in Svizzera le risorse rinnovabili e rispettose dell’ambiente hanno conquistato le alte sfere dell’economia e del marketing.

Il nobile albergo Kulm, con i suoi eleganti saloni di fine Ottocento, rispecchia in qualche maniera lo spirito pionieristico che aleggia già in apertura su questo incontro. Fu infatti qui che si accese, oltre centoventi anni or sono, la prima lampadina elettrica svizzera, come attrazione per la clientela internazionale, dando spazio ad una nuova tecnologia di cui non si conoscevano ancora le vere potenzialità.

Adesso il clima è cambiato. L’energia elettrica è un bene insostituibile e la sua produzione, con criteri di sostenibilità e di rispetto dell’ambiente, acquista sempre maggiore importanza e suscita evidentemente anche l’interesse degli operatori. Il direttore dei lavori Bernd Kiefer, si è anzi detto sorpreso, in occasione della conferenza stampa d’apertura, del numero delle iscrizioni, deducendone un segnale positivo per il futuro del settore.

“Le energie alternative – ha specificato poi il ricercatore dell’Università di San Gallo, Rolf Wüstenhagen – sono ancora una minima della produzione totale di elettricità, ma si tratta di risorse ad alto valore, non solo per l’immagine del produttore, ma una necessità strategica delle aziende”.

E infatti il Meeting offre occasione per raccogliere le esperienze fatte nei paesi limitrofi, per vagliare le opportunità e le conseguenze. Gli esperti di tutta Europa in energia idroelettrica, solare, eolica o di biomassa – risorse unite sotto il denominatore comune di “Green Power” – cercano adesso il modo per conciliare l’immagine positiva di cui godono queste tecniche e la necessità di commercializzazione.
Si tratta di far arrivare il messaggio al consumatore e alla consumatrice che disporranno prossimamente del proprio diritto di scegliere. Sta a loro il diritto ultimo di riservarsi delle quote di energia pulita, ma più costosa, o rimanere fedeli alla produzione convenzionale.

Infatti la produzione rispettosa dell’ambiente o da tecnologie innovative, gode di privilegi statali, ma rimane ancora fuori della competitività di mercato. “Come tale è necessario – ha proseguito Wüstenhagen – far conoscere il prodotto e garantirne, attraverso un controllo indipendente, la qualità”.

Da qui nasce la certificazione, nata sul modello della gemma che contrassegna i prodotti alimentari da produzione biologica. In Svizzera, dalla collaborazione fra produttori, istituzioni e organizzazioni ambientaliste, è nato lo scorso anno il marchio di certificazione “Naturemade”.

Il marchio, concesso in primo luogo alle centrali idroelettriche, esige delle concessioni importanti alla protezione dell’ambiente. Aumento dei deflussi minimi per garantire la vita ittica, rinaturalizzazione di paesaggi e contributi all’energia alternativa sono parte delle condizioni per vendere sotto l’etichetta di qualità rispettosa dell’ambiente.

Con la liberalizzazione poi l’energia ottiene una connotazione ancora più vicina a quella dei prodotti normali, come dimostra il caso dello sponsor principale del convegno, la Rätia Energie. Questa infatti, per presentarsi sul mercato, ha optato per la creazione di un nome per quella parte garantita dagli impianti certificati.

In connubio con l’azienda del turismo della località di cura Engadinese l’azienda elettrica grigionese, ha creato la “Pure Power St. Moritz”. La località turistica offre la sua notorietà e notorietà, diventando quindi testimone di un prodotto energetico ecocompatibile.

Attraverso la distribuzione internazionale sarà dunque in futuro possibile trovare sulla bolletta di fine mese, l’origine esatta e controllata dell’energia consumata. Così ci si potrà radere o asciugare i capelli il mattino, sapendo esattamente da dove viene l’elettricità necessaria.

Ma se per il mercato elvetico questa è ancora musica del futuro, per il resto dell’Europa è quotidianità non sempre facile e negli Stati Uniti una sfida per la distribuzione. Ed è per questo che, nei tre giorni del convegno, ci si chinerà sui diversi aspetti politici, economici e anche sociali della vendita e della garanzia di fornitura, anche per il futuro.

Daniele Papacella, St. Moritz

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