La Dichiarazione di Berna chiede alla Svizzera di sostenere soltanto progetti di dighe “sostenibili”
La Dichiarazione di Berna (DB) auspica che le autorità elvetiche si impegnino, anche a livello internazionale, per far applicare le raccomandazioni sulle dighe emesse in novembre da una commissione della Banca mondiale. Ciò implica di non più sostenere, per esempio con la garanzia dei rischi all'esportazione, progetti che vanno contro tali direttive.
Il Consiglio esecutivo della Banca mondiale, del quale la Svizzera fa parte, ha messo nel suo ordine del giorno di giovedì prossimo la discussione del rapporto della commissione, prima inchiesta completa sulle ricadute economiche, sociali ed ecologiche dei grandi sbarramenti. Berna non ha ancora preso posizione sui contenuti del documento, indica la DB in una nota.
Il pianeta conta 45 000 dighe, di cui la metà si trova in Cina e in India. Nel rapporto di 400 pagine pubblicato lo scorso novembre, la commissione mondiale sulle dighe (WCD) sottolinea che tra 40 e 48 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case per permettere la realizzazione di sbarramenti. Il documento rileva inoltre che, con la costruzione di dighe, si sono inferte profonde ferite all’ambiente circostante. La commissione vuole che si tenga conto dei bisogni e dei desideri della popolazione e propone nuove direttive per la pianificazione di future opere.
A Berna, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha indicato che sta attualmente esaminando le direttive della WCD, insieme al Segretariato di stato dell’economia (Seco) e all’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (Ufafp). Secondo Kurt Schärer del Seco, la Svizzera già applica in buona parte le direttive della WCD concernente la garanzia dei rischi all’esportazione.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.