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La liberalizzazione avanza ma con qualche resistenza, in calo la disoccupazione

Andante con ottimismo, per il ministro dell'economia Couchepin Keystone

Pascal Couchepin ha riaffermato lunedì, nel tradizionale incontro con la stampa sull'Isola di St-Pierre (lago di Bienne), i fondamenti della sua politica economica liberale, che favorisce "l'integrazione e la partecipazione". Facendo un bilancio intermedio della legislatura 1999-2003, ha sottolineato il "minimo storico" toccato dalla disoccupazione nel mese di giugno.

Il processo di liberalizzazione sta però lentamente “soffocando”, vittima di “conflitti di interessi”. Oggi si accorda più importanza alla protezione dei monopolii che a una prudente apertura dei mercati a compartimenti, ha rilevato il capo del Dipartimento federale dell’economia,ricordando in particolare i casi relativi al mercato dell’elettricità, a Swisscom e alla Posta. “Abbiamo davanti a noi una votazione difficile, quest’autunno”, ha aggiunto.

Anche la revisione della legge sui cartelli e le “sollevazioni” contro le riforme dell’agricoltura incontrano forti opposizioni, tanto a destra quanto a sinistra, ha proseguito. A livello internazionale si verificano invece “continue proteste contro l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO)”.

Couchepin ha affermato di non “prendere alla leggera” queste preoccupazioni politiche; “sarebbe tuttavia prova di miopia non vedere che una concorrenza più spinta e un aumento della crescita economica rivestono grande importanza per la nostra società”. La concorrenza è il vero motore della crescita economica, ha ribadito.

Prova ne è il bassissimo tasso di disoccupazione registrato in Svizzera nel mese di giugno (1,6 percento), soprattutto tra i giovani. Circa l’80 percento della popolazione in età da lavoro è impiegata almeno sei ore alla settimana, contro il 65 percento in Germania e il 74 percento negli Stati Uniti. “Non tutto è roseo”, ha ammesso, ricordando l’esistenza dei “working poors”, ossia i circa 250 mila salariati che, pur lavorando a tempo pieno, non guadagnano abbastanza per assicurarsi il minimo esistenziale.

swissinfo e agenzie

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