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La politica svizzera dei trasporti al congresso Ocse di Vienna

Il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti Max Friedli in un'immagine ripresa nel gennaio del 1997. Keystone

Mobilità rispettosa dell'ambiente: è il tema del congresso apertosi mercoledì a Vienna su iniziativa dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa. La posizione svizzera presentata dal direttore dell'Ufficio dei trasporti Max Friedli.

Nei tre giorni di dibattiti verranno illustrati i risultati di un vasto studio commissionato dalla stessa OCSE nel 1994 e al quale hanno partecipato nove paesi, tra cui la Svizzera. Nel corso della conferenza sono stati presentati i risultati di questo studio e sono state messe a punto delle direttive per la loro concretizzazione politica.

In veste di rappresentante della Svizzera, il direttore dell’UFT ha definito il progetto un contributo prezioso ed ha presentato ai partecipanti la politica svizzera in materia di trasporti. Con il suo impegno durevole a favore del trasporto pubblico e del trasferimento del traffico merci pesante dalla strada alla ferrovia, la Svizzera ha creato le premesse per concretizzare le richieste avanzate alla conferenza dell’OCSE.

Il Protocollo Trasporti relativo alla Convenzione delle Alpi e l’accordo sui trasporti terrestri, concluso tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), dimostrano che in Europa è stato avviato un processo di ripensamento, ha dichiarato Friedli. Si afferma infatti sempre più la consapevolezza che occorre privilegiare i mezzi di trasporto pubblico se si vuole evitare il collasso del traffico stradale.

La tendenza in atto, secondo quanto spiegato dal ministro dell’ambiente austriaco Wilhelm Molterer, non è rallegrante: tra il 1985 e il 1995 le emissioni di CO2 dovute al traffico stradale sono aumentate nella sola Unione europea del 36 percento e quelle del traffico aereo del 57 percento.

Il vice segretario generale dell’OCSE, presente all’inaugurazione, ha detto che dalle semplici enunciazioni di principi bisogna ora passare ai fatti.

swissinfo e agenzie

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