La Posta ha varato la propria cura dimagrante
Nei prossimi cinque anni la Posta ristrutturerà la propria rete, sopprimendo da 700 a 900 uffici, ad un ritmo di 140-180 all'anno. Verranno creati dei "postcenter", che offriranno tutti i servizi, mentre gli uffici minori saranno sostituiti da unità mobili o da servizi a domicilio. Nessun dipendente verrà licenziato.
Il riassetto della rete postale è ormai un’esigenza improcrastinabile, per far fronte all’incalzante liberalizzazione del settore in Europa ed alla conseguente necessitä di rendere concorrenziale l’azienda. I precedenti progetti di ristrutturazione erano stati combattuti dai sindacati, perché non coinvolti nell’operazione.
Con queste nuove proposte, invece, anche i sindacati “Comunicazione” e “Transfair”si sono detti d’accordo. I criteri guida dovrebbero essere – secondo quanto dichiarato dal direttore generale della Posta, Ulrich Gygi, in una conferenza stampa che si è svolta giovedì a Berna – le abitudini comportamentali dei clienti ed il mantenimento del servizio pubblico.
Il comportamento dei clienti si trasforma con il tempo. Attualmente sono già 200.000 coloro che, ad esempio, fanno uso di Internet per fruire dei servizi finanziari offerti dalla Posta. Inoltre, la distanza fisica dagli uffici postali è meno importante del tempo richiesto per raggiungerli con i mezzi di trasporto.
La liberalizzazione, poi, comporta l’abbassamento dei limiti del monopolio sulle lettere (da 350 a 150 grammi) e della loro probabile soppressione totale per i pacchi. Ciò significa che la redditività dell’azienda andrà assicurata sia con la prestazione di ulteriori servizi concorrenziali, sia con una più efficiente e meno costosa prestazione dei servizi di base (servizio pubblico).
Per raggiungere questi scopi, la rete subirà una classificazione con tre, due o una “P” e verrà suddivisa in “post center” (uffici PPP), uffici medio-grandi (PP) ed uffici piccoli (P). Gli uffici PPP, da 50 a 100, verranno creati non soltanto nelle grandi città, ma anche in quelle medie e piccole. Già nei prossimi mesi ne verranno aperti in 17 città ed offriranno tutta la gamma dei servizi, compreso l’accesso ad Internet.
Gli uffici PP “rappresentano la spina dorsale della futura rete”, ha detto Gygi.Si tratta di uffici postali che proporranno un’offerta completa, ad eccezione delle operazioni finanziarie che richiedono una consulenza. Fungeranno quindi da intermediari con altri uffici o con i centri di consulenza Postfinance.
I piccoli uffici P, invece, verranno gradualmente soppressi, oppure trasformati in filiale di un ufficio più grande, o in agenzia gestita da terzi, o in unità mobili, o ancora sostituiti con un servizio a domicilio. La caratteristica di questi uffici sarà di assicurare il servizio pubblico di base. Anche nei quartieri delle grandi città la rete di uffici P dovrà venir adattata alle reali esigenze degli utenti. In ogni caso, la decisione verrà concordata, ufficio per ufficio, con le autorità locali e con i sindacati.
Silvano De Pietro
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