La riforma della Posta non comporterà licenziamenti
Agli impiegati della Posta toccati dalla riorganizzazione verranno offerti altri posti di lavoro all'interno della ditta. Non ci saranno licenziamenti. Lo ha assicurato giovedì a Berna il direttore della Posta Ulrich Gygi in un incontro con la stampa.
Durante un incontro con i media, Gygi ha abbozzato alcuni punti della riforma. I piccoli uffici postali saranno sostituiti da quattro nuovi tipi di servizi: le filiali, dipendenti da un grande centro e il cui sportello verrà gestito da un assistente; la posta mobile, un camion itinerante; la posta appaltata a terzi (le FFS o il Comune) e il servizio di consegna a domicilio.
La ripartizione esatta nelle regioni è ancora oggetto di negoziati con i sindacati e le autorità locali. Maggiori dettagli saranno forniti nella seconda metà di gennaio e la riorganizzazione durerà cinque anni.
I circa 3.500 uffici postali generano uno scoperto di 500 milioni di franchi all’anno. Scopo della riforma non è di coprire il disavanzo, bensì di creare un sostanziale free cash-flow (le somme diponibili dopo gli investimenti) a livello di gruppo, ha precisato Gygi.
Attualmente La Posta non dispone di un free cash-flow sufficiente, ad esempio, per entrare in borsa, ha continuato Gygi. Per essere competitiva, la ditta punta sul suo progetto di banca postale: è una «questione di soppravivenza». Il vice-direttore di Postfinance Jürg Bucher valuta tra 1,5 e 2 miliardi di franchi il fabbisogno in capitale proprio della futura entità, che deve tuttavia ancora ricevere l’avallo dal parlamento.
La Posta attende che la Confederazione metta a disposizione questo capitale. Berna ha pareggiato 14 miliardi di debiti delle FFS e fornito più di 2 miliardi di franchi a Swisscom attraverso una maggiorazione del capitale, ha ricordato il direttore del gigante giallo. «La Posta ha diritto ad un trattamento equo», soprattutto perché si tratta di un investimento redditizio, con un utile del 6-8 percento, ha aggiunto Gygi.
Per quanto riguarda il settore dei pacchi, l’85 percento degli obiettivi fissati dalla riforma in atto sono già stati raggiunti, ha dichiarato il responsabile del ramo Michel Kunz. Il resto verrà ultimato l’anno prossimo. Intanto, per fronteggiare l’afflusso pre natalizio, sono stati assunti 300 ausiliari temporanei.
Per giustificare le sue riforme, La Posta sottolinea che il tradizionale settore dell’invio di lettere non è molto dinamico, al contrario di quello molto competitivo dei pacchi. La liberalizzazione in corso su scala europea – l’Unione europea intende infatti abbassare, a partire dal 2003 o dal 2004, a 50 grammi il limite degli invii sottoposti al monopolio – e il rapido sviluppo elettronico «obbligano il gigante giallo ad adattarsi».
swissinfo e agenzie
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