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La ristrutturazione del settore bancario non è ancora terminata

È quanto afferma Bruno Gehrig, membro della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS). I problemi di rifinanziamento delle operazioni di credito costringerà le piccole banche a trovare nuove forme di collaborazione.

Qundici anni or sono gli affari ipotecari erano finanziati al 120 per cento grazie ai risparmi e a fondi analoghi. Attualmente tale proporzione è scesa al 90 per cento. L’evoluzione è dovuta principalmente a fattori strutturali, ha detto Gehrig, in una conferenza tenuta martedì alla Swiss Banking School di Zurigo.

Oggi si economizza molto di più che in passato, ma i fondi sono messi piuttosto in azioni, fondi di investimento o assicurazioni sulla vita, a scapito dei libretti di risparmio.

A breve termine gli istituti possono ricorrere a fondi esteri grazie alle operazioni interbancarie. Gli impegni delle banche svizzere verso istituti di credito stranieri sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, ha aggiunto Gehrig.

La via d’uscita a lunga scadenza è il ricorso al mercato dei capitali. Le grandi banche hanno meno difficoltà nella ricerca di fonti di rifinanziamento. I piccoli istituti invece non possono presentarsi da soli sul mercato dei capitali: per loro è quindi necessario ricorrere a fusioni o ad altre forme di cooperazione. Dopo le difficoltà registrate dalla Centrale di emissione dei Comuni svizzeri, la ricerca collettiva di fonti di finanziamento potrebbe risultare difficile, secondo Gehrig.

Per il membro della direzione della BNS, il costo delle ipoteche tendenzialmente dovrebbe salire parallelamente al rincaro del rifinanziamento. A lungo termine, la riduzione dell’indebitamento ipotecario del Paese non rappresenterebbe una tragedia, bensì un ritorno alla normalità, ha proseguito il dirigente della banca centrale elvetica.

In Svizzera i debiti ipotecari sono pari a ben il 270 per cento del prodotto interno lordo, quota non raggiunta da nessun altro Paese. Le attese di un aumento del costo delle ipoteche sono condivise da altri specialisti. Alois Bischofberger, capo economista presso il Credit Suisse, ha indicato di recente in un’intervista di non escludere che il saggio sulle ipoteche variabili possa superare la soglia del 5 per cento. Erich Hort, presidente della direzione della Banca Migros, in estate aveva pronosticato la salita del tasso ipotecario al 5 per cento entro la metà del 2001.

Klaus J. Wellershoff, capo economista presso UBS Warburg, ha detto all’ats di prevedere una stretta monetaria da parte della Banca nazionale svizzera nel quarto trimestre di quest’anno. Tuttavia, visto il rallentamento congiunturale, i tassi di interesse non dovrebbero salire di molto, secondo Wellershoff.

swissinfo e agenzie

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