La Svizzera al settimo posto nel mondo per gli investimenti all’estero
Il Consiglio federale si attende per il 2001 una crescita economica del 2,3 per cento: un punto in meno rispetto all'anno scorso. Tale previsione è contenuta nel rapporto sulla politica economica estera 2000 presentato mercoledì alla stampa.
Il ministro dell’economia, Pascal Couchepin, ha mostrato soddisfazione per il lavoro svolto – in particolare grazie ai suoi viaggi all’estero ed agli accordi di cooperazione conclusi – ed ottimismo per il futuro. La Svizzera, ha detto Couchepin, è la settima potenza mondiale dal punto di vista degli investimenti all’estero e per quanto concerne le esportazioni si colloca al diciannovesimo posto, pur essendo il numero 110 rispetto alla popolazione.
Il nostro paese, largamente dipendente dall’estero, è legato da duemila accordi internazionali e l’economia estera è un elemento portante della sua prosperità. Lo scopo del rapporto 2000, ha detto ancora Couchepin, è quello di “ricordare in modo completo gli strumenti di politica economica estera che sono a nostra disposizione: le relazioni con l’Unione Europea, la nostra attività nell’AELS (Associazione europea di libero scambio, in inglese: EFTA) e la politica dell’Omc”.
L’anno scorso vi è stata l’approvazione degli accordi bilaterali con l’UE, 6 accordi di libero scambio nel mondo euro-mediterraneo e uno (“qualitativamente qualcosa di nuovo”) con il Messico che permetterà di risparmiare 100 milioni di franchi in diritti doganali. Altri accordi in vista sono quelli con il Canada, con il Cile, con Singapore e con il Sudafrica.
Quanto alla mondializzazione, Couchepin ha parlato dell’OMC come “una delle organizzazioni mondiali più favorevoli ai paesi deboli”. E se l’OMC rimanesse bloccata ancora a lungo, negli anni prossimi “vi sarebbe una moltiplicazione degli accordi di libero scambio tra paesi ricchi”, con un’economia mondiale a due velocità. Da qui l’urgenza, “nell’interesse stesso dei paesi poveri”, che i negoziati in seno all’OMC riprendano al più presto.
Per quanto concerne la Svizzera, l’anno scorso il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto del 3,3 per cento: il tasso più alto da dieci anni. Le esportazioni sono cresciute dell’8 per cento. Il rapporto del Consiglio federale ha messo in evidenza l’importanza del commercio con l’estero. E la dipendenza dall’estero richiede una più attiva politica economica estera sul piano globale, regionale e nazionale.
Per gli anni prossimi questa politica dovrebbe concentrarsi – accanto al proseguimento dei negoziati multilaterali e bilaterali – sulla promozione operativa della politica economica estera. A tal fine, la nuova legge sulla promozione delle esportazioni dovrà offrire alle nostre PMI (piccole e medie imprese) servizi adatti a renderle concorrenziali nel commercio internazionale. I mezzi a disposizione saranno quindi impiegati in modo più mirato.
Il miglioramento dell’economia svizzera, ha concluso Pascal Couchepin, con il suo tasso di crescita del PIL e delle esportazioni e la riduzione della disoccupazione, è dovuto anche “alla politica aperta e liberale che, oggettivamente, abbiamo fatto e che continueremo a fare”.
Silvano De Pietro
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