Le FFS fermano tutti i «pendolini» ICN
Le FFS hanno riferito di aver momentaneamente immobilizzato tutti i 22 treni intercity ad assetto variabile (ICN) per controllarne la tenuta delle viti. L'operazione, che durerà circa una settimana, è stata decisa in seguito ad alcuni problemi tecnici venuti alla luce nelle ultime settimane. L'utilizzo di convogli sostitutivi implicherà tragitti più lenti.
In collaborazione con i costruttori, Bombardier e Alstom, a Ginevra e Zurigo saranno controllate tutte le fissazioni con viti del carrello snodato dei treni. Gli ICN sono stati temporaneamente sostituiti con convogli più datati nei quali è assente l’impianto di climatizzazione. Data l’impossibilità di mantenere gli stessi tempi di percorrenza, le FFS hanno previsto ritardi di circa 10 minuti sulla linea sud-giurassiana.
Due incidenti in altrettante settimane
I 23 ICN sono stati sottoposti a revisione a causa di due incidenti. Il 29 luglio, l’asse di un vagone era uscito dai binari mentre un treno Intercity viaggiava ad 80 km/h. Nessuno è rimasto ferito ma circa 800 metri di binario e quattro scambi sono stati danneggiati, per un costo di diverse centinaia di migliaia di franchi. Domenica scorsa invece alcune persone avevano trovato due pezzi in metallo e gomma staccatisi dalla tiranteria dello sterzo di un ICN. A seguito del ritrovamento la direzione delle FFS ha deciso di bloccare tutti i treni ad assetto variabile in servizio. «Non esiste alcuna correlazione tra i due casi», ha detto martedì durante una conferenza stampa Paul Blumenthal, responsabile della divisione viaggiatori delle FFS.
Blumenthal ha inoltre specificato che non è ancora stato affrontato all’interno delle FFS il discorso legato ad un’eventuale azione di risarcimento danni nei confronti delle due ditte produttrici dell’ICN. Il contratto di fornitura dei moderni treni include comunque delle clausole di garanzia. Al momento non sono noti i costi causati dalle ispezioni dei convogli ICN.
swissinfo e agenzie
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