Lotta ai conti bancari di dittatori: la Svizzera all’avanguardia
Nella lotta contro gli averi bancari di ex dittatori, la Svizzera ha assunto il ruolo di pioniere. Esemplare, secondo Andreas Bühlmann, vicedirettore della Commissione federale delle banche (CFB), è il caso del nigeriano Sani Abacha.
«Il fatto di avere designato le pecore nere nell’ambito dei fondi dell’ex dittatore nigeriano ha avuto sicuramente l’effetto di un segnale», ha detto Bühlmann all’ats. Per il responsabile della sorveglianza delle due grandi banche svizzere, tale modo d’agire dovrebbe diventare la norma.
Sulla piazza finanziaria britannica e quella americana, particolarmente toccate dall’affare Abacha, sono state esercitate pressioni. In particolare in Inghilterra, la stampa ha criticato duramente il comportamento degli istituti di credito e delle autorità di vigilanza.
Il fatto che diverse banche estere, su iniziativa di UBS e Credit Suisse, abbiano adottato un codice di condotta per la lotta contro il riciclaggio di denaro (denominato «principi di Wolfsberg», dal nome del centro di formazione dell’UBS di Ermatingen/TG) mostra che il messaggio è stato recepito a livello mondiale. E ciò non va sottovalutato, ha osservato il vicedirettore della CFB.
Per i riciclatori diventa sempre più difficile trovare scappatoie nel settore bancario. Le organizzazioni internazionali, quali il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, rafforzano le pressioni sui centri finanziari offshore, affinché adottino gli standard internazionali.
In Svizzera, si sta lavorando per perfezionare il sistema di sanzioni dell’autorità di vigilanza. Il Parlamento si occupa di una revisione del diritto penale che dovrebbe permettere di condannare e multare anche le persone giuridiche.
Il Credit Suisse Group (CS Group), una delle pecore nere nel caso Abacha, quest’anno sarà sottoposto a una particolare verifica contabile (special audit). Tale esame dovrà mostrare se le misure già prese dalla banca siano sufficienti e se siano effettivamente applicate.
La CFB si è occupata negli ultimi mesi delle importanti acquisizioni di UBS e CS Group nel campo dell’investment banking. Rappresentanti della Commissione hanno effettuato, assieme ai colleghi statunitensi, visite presso le sedi di PaineWebber (UBS) e Donaldson Lufkin & Jenrette (CS Group).
L’integrazione dei due istituti americani procede bene. Non vi sono indizi di problemi di grossa portata. Le due banche avranno però bisogno ancora di un po’ di tempo per fondere cultura aziendale e sistemi diversi, ha rilevato il vicedirettore della CFB.
D’altro canto, l’autorità di sorveglianza terrà d’occhio le «star» presenti nelle grandi banche: esse devono attenersi a chiari limiti ed essere controllate.
Un motivo di preoccupazione della Commissione è costituito dai bonus ingenti concessi ai quadri dirigenti. «Ci chiediamo di frequente se non rappresentino falsi segnali», ha affermato Bühlmann. Secondo il vicedirettore, non si devono solo premiare i grossi affari, ma anche prendere sanzioni in caso di perdite o di comportamenti irregolari.
Bühlmann riconosce tuttavia che le grandi banche svizzere devono sottostare alle condizioni del mercato, se vogliono rimanere competitive all’estero. E nei paesi anglosassoni il sistema dei bonus ha ormai preso piede.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.