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Mercati azionari: un nuovo anno di incertezze

Nel 2000 la new economy non ha sempre mantenuto le promesse. E nel 2001? Keystone

Fortunato chi conosce il futuro! Basandoci sulle indicazioni di alcuni operatori, proviamo ad anticipare l'andamento dei mercati nel 2001. La difficoltà delle previsioni è estrema dopo l'andamento altalenante del 2000. swissinfo ci prova comunque.

Il 2000 si è rivelato disastroso per molti investitori che avevano scommesso sulla new economy. Interrogativi congiunturali hanno pesato anche sulle prestazioni di altri settori. D’altra parte alcuni titoli farmaceutici o assicurativi hanno registrato prestazioni molto positive. Ad esempio, mentre molti titoli tecnologici perdevano anche il 50 per cento del loro valore d’inizio anno, aziende farmaceutiche, assicurative, bancarie o del settore alimentare registravano quotazioni al rialzo fino al 30 per cento.

Un altro elemento d’incertezza è rappresentato dalla frenata in atto dell’economia americana. In effetti, la politica restrittiva della FED americana, attuata per allontanare pericoli inflazionistici, sta avendo i suoi effetti. Oggi si teme tuttavia che tali effetti siano eccessivi e conducano l’economia a stelle e strisce ad una non auspicata recessione.

Come sono lontane le certezze di due anni fa! Su questo sfondo tutt’altro che limpido, swissinfo ha raccolto le impressioni di alcuni operatori del settore finanziario.

Aldo Visani, responsabile dell’investment research alla banca del Gottardo di Lugano, ritiene che la chiave dell’andamento borsistico sarà la politica monetaria. Se i tassi tenderanno a scendere, come sembra che faranno, siccome l’inflazione è finalmente sotto controllo anche negli Stati Uniti, i mercati potranno sviluppare una tendenza favorevole, soprattutto nel secondo semestre dell’anno. Il portavoce della banca del Gottardo sottolinea però come i rischi di una sbandata economica esistono: annate tipo 1999 sono da dimenticare. A livello settoriale, lo stesso Visani ritiene che i grandi vincitori del 2000 hanno raggiunto livelli forse insostenibili, mentre stanno forse per tornare in auge i settori bistrattati recentemente.

Pierre Tissot, economista presso la Lombard Odier & Cie di Ginevra, ritiene che il ruolo determinante spetterà all’evoluzione congiunturale negli Stati Uniti. Se la frenata della loro economia sfocierà in un soft landing (atterraggio morbido), l’anno potrebbe essere positivo. Pierre Tissot sottolinea vigorosamente che bisognerà dar prova di grande selettività sui mercati. Invece di tendenze settoriali, si riscontreranno probabilmente grandi differenze tra imprese dello stesso genere. L’investitore, o gli istituti bancari che ne gestiscono i capitali, dovranno quindi analizzare attentamente società per società e restare disponibili verso rotazioni settoriali. Presupposta questa differenziazione per azienda, l’economista rileva infine come buone chanches esistono nei mercati della biotecnologia, dei softwares e dei semiconduttori. Attenzione comunque alla parola d’ordine: non generalizzare!

La dinamica della congiuntura americana è decisiva anche secondo Michele Malingamba, responsabile per gli investimenti azionari della BSI di Lugano. In questo senso saranno fondamentali le future opzioni di politica monetaria attuate dalla FED americana e dalla banca centrale europea. Secondo il portavoce BSI, il primo trimestre dell’anno sarà di transizione, alla ricerca di conferme per quel che riguarda il soft landing dell’economia USA e i risultati aziendali del 2000. In seguito, sulla base degli utili societari constatati, potranno essere elaborate delle strategie d’investimento per il nuovo anno.

José Antonio Blanco, responsabile dell’analisi finanziaria per UBS Svizzera a Zurigo, sottolinea come è molto difficile fare previsioni al momento, considerando come nel 2000, il tradizionale rialzo di fine anno (soprannominato rally di fine anno) non si è verificato. Le informazioni da elaborare sono molte e mancano parecchi dati definitivi sull’andamento del 2000. Tuttavia il portavoce dell’UBS ritiene che le situazioni congiunturali negli USA e in Europa lasciano sperare ad un’evoluzione favorevole. L’anno dovrebbe iniziare in maniera piuttosto turbolenta per poi raggiungere rendimenti, nella media, accettabili. Per quel che riguarda la suddivisione settoriale, UBS continua a puntare sui mercati difensivi, anche se non distoglie l’attenzione da sub-settori tecnologici (ad esempio la telefonia o le infrastrutture per le telecomunicazioni) che dovrebbero avere grosse potenzialità, soprattutto tenendo conto degli imponenti investimenti realizzati.

Buon anno a tutti e….buona fortuna sui mercati !


Marzio Pescia

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