Necessarie misure incisive per garantire la sostenibilità nei trasporti
Senza l'introduzione a breve scadenza di una gestione coordinata e interdisciplinare, il sistema dei trasporti rischierà il collasso. Questa la conclusione dello studio del Fondo nazionale per la ricerca sul traffico e l'ambiente.
Quasi 4 anni di studi, 54 progetti, 100 rapporti settoriali e 150 persone per mettere in luce aspetti, problemi e possibili soluzioni di sviluppo durevole in materia di traffico. Di fronte alle crescenti esigenze di mobilità della società, la politica dei trasporti è diventata ormai un affare di tutti: utenti, trasportatori, pianificatori e autorità pubbliche. La questione, per essere gestita in maniera efficace, richiede quindi una visione globale e interdisciplinare.
Questo il suggerimento scaturito dalle analisi scientifiche dei ricercatori secondo i quali una gestione coordinata si fa sempre più necessaria e urgente. “Senza un intervento correttivo si va in direzione di un collasso del traffico, sia dal punto di vista ecologico che finanziario”, ha osservato Felix Walter, responsabile del programma del Fondo nazionale della ricerca il cui rapporto finale è stato presentato lunedì a Berna.
Le previsioni indicano un aumento del 30% del volume complessivo del traffico nei prossimi 20 anni. Secondo gli studiosi, le decisioni pionieristiche fin qui prese dalla Svizzera nella politica dei trasporti, come l’incoraggiamento del traffico merci su ferrovia e le tasse sul traffico pesante, non sono sufficienti per assicurare uno sviluppo sostenibile della mobilità. Per evitare ingorghi, inquinamento e deficit, ulteriori misure incisive saranno indispensabili, in particolare per gli spostamenti nel tempo libero e per i trasporti aerei. La mobilità non professionale rappresenta attualmente il 60% di tutti i chilometri percorsi. Da parte sua il traffico aereo, oggi fiscalmente molto privilegiato, è responsabile del 13% delle emissioni svizzere di CO2, una quota che potrebbe salire al 40% nel 2020 in ragione del previsto enorme aumento del traffico merci via aria.
Soltanto una combinazione di nuovi provvedimenti, economici, tecnici e sociali, potrà evitare, o per lo meno contenere, gli inconvenienti dell’attuale evoluzione. “Misure che toccano il borsellino dei cittadini sono indispensabili ma non sufficienti per gestire in modo intelligente il problema”, ha sottolineato Francis-Luc Perret, professore al Politecnico di Losanna e presidente del gruppo di esperti. Oltre ad elaborare un nuovo sistema per definire l’entità dei costi non coperti provocati dal traffico, stimati oggi a circa 10 miliardi di franchi, gli studiosi propongono una serie di misure. Ad esempio una pianificazione razionale del territorio e soprattutto un maggior ricorso alla tecnologia, opzione che garantirebbe grosse potenzialità.
“Strumenti e soluzioni tecniche migliori potranno essere introdotte gradualmente, senza necessariamente richiedere investimenti faraonici”, ha detto Perret. Anche in questo ambito è stato infine ricordato come una collaborazione più attiva con l’Europa potrebbe rivelarsi particolarmente efficace. Ma questo sembra essere un ritornello in voga in molti settori della politica federale.
Luca Hoderas
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