Nessuna crisi per l’export bellico
Contrariamente all'insieme delle esportazioni svizzere, le vendite di materiale di guerra all'estero sono aumentate nel corso dei primi nove mesi dell'anno.
Le esportazioni hanno totalizzato 508,1 milioni di franchi, in crescita dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, indica l’Amministrazione federale delle dogane.
Il primo acquirente è la Germania (97,1 milioni di franchi), seguita da Arabia Saudita (66,4) e Danimarca (65,9).
Le vendite al Pakistan, principale destinatario nel 2008, si sono limitate a 1,5 milioni di franchi (contro i 91,4 milioni dell’anno scorso).
Il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sull’esportazione di materiale bellico il prossimo 29 novembre. I cittadini dovranno votare sull’iniziativa depositata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) che chiede di ancorare nella Costituzione federale il divieto di esportazione e di transito attraverso la Svizzera di materiale bellico.
Il bando comprende le tecnologie che possono servire alla produzione di armamenti. Non sono invece sottoposti alla proibizione gli strumenti di sminamento umanitario, come pure le armi per lo sport e la caccia.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.