Nevicate abbondati creano pericoli e disagi in Svizzera
La neve fresca, che in certe regioni alpine ha raggiunto gli 80 cm di altezza, ha causato un incremento del rischio di valanghe, tanto che nel nord del Ticino si sono dovute evacuare parecchie case. Anche il traffico è stato fortemente perturbato.
Venerdì, una settantina di abitanti di Rodi-Fiesso (nord della Leventina) e di Bosco-Gurin (Valle Maggia) sono state evacuate dalle loro cause per motivi precauzionali. Nel corso della giornata di sabato la situazione si è piano piano normalizzata e tutti hanno potuti riguadagnare le loro abitazioni.
Sull’autostrada A2, alcune centinaia di autocarri erano stati bloccati venerdì a Bellinzona, in attesa di poter proseguire verso sud. La misura si era resa necessaria in seguito alla chiusura della galleria autostradale del San Gottardo, a causa di un incidente, e delle strade parzialmente coperte di neve. Negli ultimi giorni sul versante sud delle Alpi è caduto più di un metro di neve. Meteosuisse ha indicato che da novembre in montagna sono caduti fino a 7 metri di neve, una situazione che in Ticino non si verificava più da 50 anni.
Le intemperie non hanno risparmiato i Grigioni. I passi del Maloja e dell’Ofen sono stati chiusi, mentre quello dello Julier è stato nel frattempo riaperto. L’Alta Engadina, dove in un arco di tempo di 12 ore sono caduti dai 40 ai 60 cm di neve, per parecchie ore era accessibile soltanto tramite la linea ferrovia della Vereina e il tunnel dell’Albula.
Frattanto rimane acuto il pericolo di valanghe, sia in Ticino che nell’Alta Engadina e pure nella valle del Rodano. L’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos raccomanda agli sciatori e agli escursionisti di prestare la massima attenzione alla neve accumulata dal vento.
swissinfo e agenzie
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