Nuove proposte sulle riserve d’oro in esubero della BNS
Secondo la commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati le riserve d'oro in esubero della BNS dovrebbero servire a finanziare l'AVS, una fondazione e le necessità dei cantoni. Senza opposizione, la commissione ha deciso di proporre questo modello inedito quale controprogetto diretto all'iniziativa popolare sull'oro dell'UDC.
Le 1.300 tonnellate d’oro di cui la Banca nazionale svizzera (BNS) non ha più bisogno, ha spiegato venerdì il presidente della commissione, il democristiano lucernese Franz Wicki, dovrebbero essere trasferite in un fondo giuridicamente indipendente, costituito dal Consiglio federale. Dalla vendita a tappe di queste 1.300 tonnellate d’oro si calcola di ricavare un valore di 19,5 miliardi che, secondo un rendimento prudente, dovrebbero fruttare annualmente 750 milioni di franchi.
Questi interessi maturati sarebbero suddivisi in parti uguali, per una durata di 30 anni, tra i seguenti tre destinatari: AVS, cantoni e una fondazione, come quella prevista dal governo (Fondazione «Svizzera solidale»). Il capitale del fondo dovrebbe essere conservato per 30 anni nel suo valore reale, affinché anche le generazioni future possano usufruirne, ha precisato Wicki.
Una volta che questo periodo sarà concluso, sarà il popolo a decidere se intende conservare il fondo o distribuirne il capitale tra Confederazione e cantoni. Secondo la commissione questa strategia deve figurare nella modifica della Costituzione che il Consiglio federale intende proporre per poter disporre delle 1.300 tonnellate in esubero.
In sostanza si tratta di opporre un controprogetto diretto all’iniziativa popolare dell’UDC che chiede il versamento integrale all’AVS delle riserve d’oro eccedentarie della BNS, ha spiegato Wicki. Il Consiglio federale, che respinge il testo dell’UDC, è d’accordo con la commissione degli Stati sulla necessità di proporre al popolo un controprogetto.
swissinfo e agenzie
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