Ocse: l’economia svizzera è solida, ora va ridotto il debito
L'Ocse ritiene che la crescita dell'economia svizzera si situerà al 2,1 per cento quest'anno e al 2 per cento nel 2002. Secondo l'Ocse, in Svizzera per ora non è necessario procedere a un ulteriore taglio dei tassi di interesse. Ma l'attenzione deve essere ora rivolta al debito pubblico.
L’Organizzione per la cooperazione e lo sviluppo economico lo indica nelle sue previsioni primaverili pubblicate giovedi.
La crescita dell’economia elvetica poggia «su basi solide», scrive l’organizzazione, ricordando che il prodotto interno lordo (Pil) ha segnato l’anno scorso un incremento del 3,4 per cento, il tasso più alto negli ultimi dieci anni.
Nella seconda parte dell’anno l’espansione è scesa a valori vicini al 2 per cento, un livello considerato in linea con il potenziale del paese. La contrazione è attribuita ai successivi giri di vite della politica monetaria nella prima parte del 2000 e al rialzo del prezzo del petrolio.
Le previsioni dell’Ocse per il corrente anno e il 2002 coincidono in gran parte con i pronostici degli specialisti di congiuntura e della Banca nazionale svizzera.
Per l’OCSE, l’inflazione continuerà ad essere moderata e il tasso di occupazione si stabilizzerà al 2 per cento circa. Viste le circostanze, i tassi di interessi dovrebbero rimanere invariati nei prossimi 18 mesi. Per il momento non è necessario ridurre ulteriormente i tassi, prosegue l’OCSE.
Voti meno buoni invece per il livello del debito. Gli obiettivi dell’autorità in tale campo sono definiti «non particolarmente ambiziosi». Dopo avere raggiunto praticamente il pareggio di bilancio, la Svizzera deve dare ora priorità alla riduzione dei debiti accumulati. Secondo l’organizzazione, il deficit di Confederazione, cantoni e comuni raggiungerà quest’anno lo 0,25 per cento del Pil.
Più dettagliatamente, l’Ocse prevede per la Svizzera una crescita dei consumi pari al 2 per cento nel 2001 e all’1,9 per cento nel 2002. Le esportazioni segneranno un’espansione del 4,4 per cento e del 5,7 per cento rispettivamente.
swissinfo e agenzie
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