The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Più volontà politica per un mondo migliore

Il fondatore del WEF Klaus Schwab ha chiuso il 35. Forum economico mondiale Keystone Archive

Il Forum economico mondiale si chiude con un appello per un’azione internazionale comune per affrontare le grandi sfide del pianeta.

Secondo gli esponenti del mondo economico presenti a Davos, la responsabilità di gesti concreti ripone sui politici. Ai media invece il ruolo di mobilitare l’opinione pubblica.

La sessione plenaria di domenica intitolata “What We Should Do in 2005” (“Cosa dobbiamo fare nel 2005”), che ha chiuso di fatto la 35.edizione del Forum economico mondiale (WEF), ha permesso di mettere in luce le cinque principali tematiche discusse durante gli incontri e conferenze di Davos.

Ged Davis, direttore del Centro per l’intuizione strategica del WEF, è intervenuto all’ultimo meeting del Forum ricordando che la povertà, una globalizzazione più equa, i cambiamenti climatici, l’educazione e il modo di agire dei governi mondiali sono i punti fondamentali sui quali bisognerà lavorare nel 2005.

“Dobbiamo impegnarci per una maggiore responsabilità individuale e globale – e l’aiuto fornito alle vittime dello tsunami in Asia dimostra che ne siamo capaci – ma anche per una responsabilità più marcata verso le prossime generazioni”, sottolinea Klaus Schwab.

“In questo modo miglioreremo la situazione nel mondo”, aggiunge il fondatore del WEF.

Un WEF che guarda ai poveri

Le proposte specifiche avanzate durante il WEF includono la creazione di un fondo per accelerare l’aiuto finanziario alle nazioni più povere, la soppressione delle barriere che impediscono ai Paesi in via di sviluppo di beneficiare della crescita economica e l’adozione di tecnologie per ridurre l’emissione di gas ad effetto serra.

I temi riflettono il carattere particolare dell’edizione 2005, che si è voluta dotare – come ha indicato Schwab – di “un nuovo spirito di solidarietà globale”. Accanto ai numerosi incontri di carattere puramente economico, si è infatti parlato molto degli aiuti allo sviluppo all’Africa e del problema della povertà nel mondo.

“Sembra quasi che parecchi dei temi sollevati solitamente dalle ONG siano stati integrati in un modo o nell’altro nei discorsi dei politici e degli uomini d’affari presenti a Davos”, osserva Daniel Vasella, CEO del gigante farmaceutico Novartis.

Troppe parole?

I vari dibattiti non hanno comunque modificato gli obiettivi del settore economico. “Il suo ruolo rimane lo stesso: essere sempre innovativo e migliorare i prodotti proposti sul mercato”, indica Vasella.

“Nel mondo degli affari, dobbiamo sì considerare l’aspetto umano, ma non dobbiamo sempre permeare i nostri discorsi con questa tematica. Le troppe parole possono essere controproducenti”, avverte il patron di Novartis.

Secondo il CEO di Citibank, è al livello della società stessa che le parole dovrebbero essere moltiplicate: “Dobbiamo mobilitare l’opinione pubblica e favorire le discussioni. In questo modo si getteranno i presupposti per permettere azioni politiche dirette da parte di singoli Stati”, afferma Charles Prince.

La grande sfida è la lotta alla povertà

Per il Primo ministro australiano John Howard, “il problema principale nel mondo è la povertà, sia in termini morali che in termini politici”.

La chiave per migliorare il livello di vita a livello globale è, agli occhi di Howard, il miglioramento degli standard governativi nei Paesi in via di sviluppo e la liberalizzazione degli scambi commerciali.

In questo contesto si inserisce la mini conferenza ministeriale sui negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio, organizzata sabato dalla Svizzera e alla quale ha partecipato anche il ministro elvetico dell’economia Joseph Deiss.

Tutto inutile se manca la volontà di agire

I buoni propositi annunciati a Davos necessitano tuttavia di una “maggiore volontà politica”, indica Kumi Naidoo, responsabile dell’organizzazione sudafricana Civicus, attiva nella promozione della società civile.

L’importanza del ruolo del mondo politico è sottolineata anche dal presidente polacco Aleksander Kwasniewski, che precisa però che “i media devono impegnarsi a trasformare temi come la povertà e l’educazione in priorità di dominio pubblico”.

Infine, l’ex vice presidente americano Al Gore ha focalizzato il suo intervento sull’urgenza della lotta contro i cambiamenti climatici del globo e sulla minaccia rappresentata dalla distruzione accelerata della biodiversità.

swissinfo, Chris Lewis, Davos
(traduzione: Luigi Jorio)

Cinque membri del governo svizzero erano presenti al WEF di quest’anno.

Il presidente della Confederazione Samuel Schmid ha aperto ufficialmente l’edizione 2005.

Pascal Couchepin (ministro degli interni), Micheline Calmy-Rey (esteri), Joseph Deiss (economia) e Hans-Rudolf Merz (finanze) hanno approfittato dell’occasione per moltiplicare gli incontri.

Unico assente a Davos, il ministro della giustizia Christoph Blocher.

La 35esima edizione del Forum economico mondiale di Davos ha attirato 2’346 partecipanti, tra cui figuravano numerosi grandi nomi del mondo degli affari, politico ed economico.
Le discussioni hanno toccato vari temi, dalla situazione globale dell’economia alla solidarietà internazionale.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR