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Presenza Svizzera: fondue e hi-tech

In primo piano il direttore di Presenza Svizzera, Johannes Matyassi, osservato dal presidente Paul Reutlinger Keystone

Primo bilancio dopo sei mesi di attività delle nuove strutture di Presenza Svizzera, l'organizzazione che si occupa dell'immagine del paese nel mondo. Dopo le notizie negative, legate ai fondi ebraici, che hanno conquistato il pianeta negli ultimi anni, l'organizzazione lancia un'offensiva di marketing per migliorare la conoscenza e i giudizi su quella che non è solo la patria di Heidi e delle banche.

Nei suoi primi mesi di attività l’ufficio, diretto dall’ambasciatore Johannes Matyassy, aveva suscitato non poche perplessità. Attraverso rivelazioni della stampa domenicale, erano venuti a galla dei progetti in diretta contraddizione con il proposito di trasparenza e rappresentatività delle diverse realtà elvetiche, elevate a manifesto dell’organizzazione affiliata al Dipartimento degli affari esteri.

Erano soprattutto la fondue di formaggio da record e la fontana di cioccolata, previste a New York, ad aver alimentato il sospetto che si cementassero i luoghi comuni più biechi, piuttosto che elevare la dinamicità e l’innovazione del paese.

Ma i due avvenimenti – hanno tenuto a precisare i responsabili, rispondendo apertamente alle critiche – sono un elemento di un programma molto più ampio per gli Stati Uniti, diviso tra proposte popolari, spettacolari e di qualità.

Dunque l’elemento di scandalo non è più che una briciola in una serie di manifestazioni che riservano ampia attenzione alle sfaccettature del piccolo paese alpino.

Correggendo il quadro proposto, Matyassy ha sottolineato che il piatto forte, in un tour con tappe in alcune università americane, è dedicato ad ampi dibattiti sui modelli democratici. Il direttore ci tiene a ribadirlo: “Il modello svizzero è davvero interessante ed è nostro compito esportare la nostra esperienza anche a livello accademico”.

Conquistare l’attenzione

“L’attenzione – ha detto Matyassy – è un bene prezioso e raro, soprattutto negli Stati Uniti, dove è più semplice cadere nell’oblio, sommersi dalla quantità di avvenimenti, che distinguersi, attraverso azioni singole”. Dunque il fine perseguito è quello di creare l’emozione o la sensazione per poi convogliare gli accorsi verso altri contenuti.

E il programma presentato a Berna dimostra un’attività di promozione del paese, costruita secondo principi di marketing ormai consolidati. In un impasto possibilmente equilibrato, Presenza Svizzera cerca di coniugare la conoscenza del paese e delle sue culture, la promozione economica e del turismo, la raccolta di spunti e di contatti,come lo studio dei mercati.

Traguardi ambiziosi che dovrebbero correggere, ma non corrodere “l’immagine del paese di Heidi, e accostare la realtà concreta di un paese Hi-Tech”, come ha suggerito il presidente Paul Reutlinger.

Per raggiungere il traguardo, Presenza Svizzera agisce come agenzia di coordinazione. Dal Parlamento ha ricevuto un contributo di 46 milioni, per agire fino al 2003. Rincorrendo sponsor e organizzatori che mettono a disposizione, secondo il caso, mezzi e contenuti si intende moltiplicare le iniziative e dunque i risultati.

Un ricco ventaglio di proposte

Nel calendario di Presenza Svizzera si distinguono due punti prioritari imminenti:le attività negli USA e in Gran Bretagna, dove è prevista un’esposizione su Klee alla Tate Gallery.

A queste si aggiungono azioni “meno rilevanti, ma significative – hanno spiegato i responsabili alla stampa – come gli scambi culturali con il Sudafrica, paese in cui la Svizzera soffre ancora di un’immagine incrinata, legata al passato regime dell’apartheid. In programma anche degli scambi fra tecnici con i referenti economici, soprattutto in Europa.

L’agenzia di promozione elvetica ha anche sostenuto una serie di conferenze di Bertrand Piccard in Sud America. Il ruolo dello scienziato e circumnavigatore del globo con la mongolfiera, improvvisatosi “ambasciatore pubblico”, è quello di trasmettere l’immagine di una Svizzera dinamica, coraggiosa, moderna e capace di grandi imprese.

Interventi anche sul territorio

L’attività di Presenza Svizzera è concentrata sulle attività all’estero, ma non mancano delle attività di coordinazione all’interno del territorio. In particolare l’organizzazione si assume delle responsabilità nel campo dell’informazione.

Presenza Svizzera gestisce già oggi un ufficio di contatto per i media esteri. Secondo il direttore: “Il successo è stato strabiliante, siamo infatti stati sommersi dalle richieste”.

Per rispondere alle richieste, è in preparazione una rete complessa di informazione che non dovrebbe privilegiare le istituzioni ufficiali, ma appunto permettere un accesso al paese in tutte le sue sfaccettature, “dagli uffici federali, alla chimica basilese, fino ai sindacati o alle organizzazioni terzomondiste”.

L’altro compito che si delinea è la creazione di un’immagine coordinata che dovrebbe permettere un’identificazione chiara del paese all’estero. Unire dunque, sotto un’unica bandiera rosso-crociata, le attività di marketing per il paese, l’economia e la cultura

Un compito difficile che non segue di proposito un concetto lineare. Piuttosto, come afferma Matyassy: “Presenza Svizzera sostiene dei progetti puntuali che possono contribuire al traguardo di migliorare l’informazione all’estero sul nostro paese”.

Daniele Papacella

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