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Primi passi verso una riduzione delle emissioni di CO2

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Le autorità federali e gli ambienti economici hanno presentato lunedì a Berna un pacchetto di misure destinate a ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2. L'applicazione delle direttive, che rimane facoltativa per le aziende, dovrebbe permettere di evitare l'introduzione della controversa tassa sul CO2 a partire dal 2004.

La Svizzera ha compiuto un importante passo in avanti nella protezione del clima. L’ATEC, l’Agenzia dell’energia per l’economia (AEnEC) e l’Agenzia per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica (AEE) hanno sottoscritto dei mandati di prestazione finalizzati a ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2. Per quanto riguarda i combustibili e i carburanti, la legge sul CO2 stabilisce obiettivi di riduzione parziali da raggiungere separatamente: le emissioni provocate dai combustibili vanno ridotte del 15% e quelle dei carburanti dell’8% entro il 2010, rispetto al 1990.

La direttiva sui provvedimenti volontari per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2 concerne attualmente il settore dell’industria, dell’artigianato e dei servizi. Una nuova direttiva è in fase di preparazione per il settore edile. Il pacchetto di misure deve permettere agli interessati di raggiungere gli obiettivi parziali senza il ricorso a una tassa sul CO2. Il Consiglio federale si riserva di introdurre una simile tassa se si può prevedere che l’obiettivo di riduzione non sarà raggiunto.

La direttiva – elaborata dall’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) e dall’Ufficio federale dell’energia (UFE) congiuntamente all’economia – offre alle aziende due possibilità d’intervento in favore della protezione del clima e di una maggiore efficienza energetica: l’accordo sugli obiettivi oppure l’impegno formale di riduzione, eventualmente in unione con altre imprese.

Gli accordi conclusi con gli ambienti economici costituiscono una pietra miliare nell’attuazione dei provvedimenti volontari, ha dichiarato il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger. Nonostante la posizione contraria all’applicazione degli accordi di Kyoto assunta dalla nuova amministrazione americana e le varie iniziative parlamentari favorevoli alla diminuzione degli obiettivi di riduzione, il capo dell’ATEC ha ribadito che gli obiettivi della legge sul CO2 restano validi.

Dal bilancio attuale emerge che la tendenza, in Svizzera, è simile a quella degli altri Paesi europei: si è infatti registrata una leggera crescita (+1,1% dal 1990) delle emissioni di CO2. Per quanto riguarda gli obiettivi, nel settore dei combustibili la Svizzera vi si è leggermente avvicinata (-2,7%) e nel settore dei carburanti se n’è addirittura notevolmente allontanata (+7,5%). Pertanto, saranno necessari importanti sforzi – da parte di tutti – per ridurre in modo determinante il consumo energetico e le emissioni di CO2.

Conformemente alla direttiva sui provvedimenti volontari per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2, le imprese – singolarmente o unendosi in gruppi – possono stipulare, insieme all’Agenzia dell’energia per l’economia, degli accordi sugli obiettivi per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2. In tal modo, esse possono approfittare dei diversi programmi e prodotti offerti da EnergiaSvizzera e dall’Agenzia dell’energia per l’economia. Inoltre, vengono guidate nel processo verso un impiego razionale dell’energia.

Una seconda possibilità è offerta alle imprese di grandi dimensioni, a gruppi di consumatori e a imprese a elevata intensità energetica. Questi possono impegnarsi formalmente nei confronti della Confederazione fissando un obiettivo di riduzione vincolante. Se vi si attengono, sono esentati da un’eventuale tassa sul CO2; se invece lo superano, sono autorizzati a cedere le loro quote di riduzione in eccedenza.

swissinfo e agenzie

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