Prospettive poco rallegranti per il settore bancario
La crisi finanziaria non è ancora superata: il mercato del credito è lungi dall'essersi ristabilito e i margini non potranno quindi migliorare rapidamente. È quanto rileva l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che in occasione della sua giornata annuale ha inoltre deplorato la crescente tendenza a criticare in modo "ingiustificato" il settore bancario.
In generale le prospettive per l’insieme del settore non sono ancora rallegranti, ha indicato l’ASB, presentando i dati dell’ultimo barometro bancario curato dall’istituto basilese di ricerche economiche BAK. In seguito alla crisi economica numerosi crediti potrebbero diventare infatti inesigibili. Un lieve miglioramento dei ricavi è invece da attendersi nella gestione patrimoniale e nelle attività di negoziazione, grazie alla maggiore fiducia mostrata negli ultimi tempi dagli investitori. Nel settore delle banche d’affari i rischi sono stati ridotti, ma nei bilanci continuano a trovarsi anche posizioni problematiche, mettono ancora in guardia gli esperti.
Secondo l’ASB, le difficoltà attuali hanno ripercussioni anche sull’impiego: nel 2009 il personale del ramo diminuirà del 2%, soprattutto a causa dei tagli praticati dalle grandi banche. Nel primo semestre di quest’anno gli effettivi sono già calati complessivamente dell’1,7% a 105’230 dipendenti, mentre l’anno scorso gli impiegati erano aumentati dell’1,2%, soprattutto grazie agli istituti privati (+10,7%) e alle Raiffeisen (+6,3%). Le grandi banche, colpite in pieno dalla burrasca, avevano già ridotto del 2,6% i loro posti di lavoro nel 2008.
Durante la giornata dei banchieri ha avuto luogo il previsto passaggio di consegne ai vertici dell’ASB: il 54enne banchiere privato ginevrino Patrick Odier subentra infatti al collega Pierre Mirabaud alla carica di presidente. L’avvicendamento avviene in un momento cruciale per il settore, alla prese sia con le difficoltà mondiali che con le crescenti pressioni internazionali sul segreto bancario.
A tale riguardo, Mirabaud ha stigmatizzato la “caccia al banchiere” praticata nell’ultimo anno e mezzo: il crollo dell’americana Lehman Brothers e la vicenda Madoff hanno rovinato l’immagine degli istituti a livello mondiale, mentre le discussioni sul segreto bancario hanno danneggiato la piazza finanziaria svizzera.
Secondo il presidente uscente dell’ASB, è ora di finirla con le critiche “ingiustificate” rivolte all’indirizzo di tutto il settore bancario e con la tendenza, tutta elvetica, di esagerare nell’autocritica. Mirabaud ha sottolineato di non voler difendere gli eccessi che hanno portato alla crisi, bensì i molti dipendenti svizzeri degli istituti. Il fatto che giovani banchieri abbiano guadagnato soldi troppo rapidamente, senza assumere le responsabilità dei loro atti, non giustifica una critica globale a tutti i professionisti del settore.
swissinfo.ch e agenzie
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